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Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità

del 15/05/2012
CHE COS'È?
La dichiarazione giudiziale di paternità e di maternità è lo strumento giuridico mediante il quale il soggetto nato fuori dal matrimonio può conseguire lo status di figlio naturale indipendentemente da un atto di volontà del padre o della madre. 
Infatti, se il rapporto di figlio naturale non è stato riconosciuto da uno dei genitori, o da entrambi, il figlio può comunque ottenere l'accertamento del suo status di figlio naturale promuovendo un'azione giudiziaria al fine di ottenere una sentenza che dichiari la filiazione naturale. 
L'azione per la dichiarazione di paternità e di maternità naturale è un'azione di stato.


COME SI FA
La domanda di dichiarazione giudiziale di paternità e di maternità si propone con ricorso ex articolo 737 codice procedura civile al Tribunale competente. 
La prova della maternità e della paternità può essere data con ogni mezzo (salva l'insufficienza, a tal fine, della sola dichiarazione della madre o della sola esistenza di rapporti fra la madre e il preteso padre all'epoca del concepimento). 
Oggi, del resto, è possibile richiedere analisi ematiche o genetiche al fine di dimostrare la paternità e la maternità.
Il ricorso a indagini di questo tipo può essere disposto, oltre che su richiesta di parte, anche d'ufficio dal Giudice.

CHI
Legittimato a promuovere l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità e di maternità è il presunto figlio, finchè egli viva. 
Vivente il figlio, dunque, nessuno può agire in sua sostituzione, posto che l'azione sia di natura personale. Per lui, l'azione è imprescrittibile. 
Se il presunto figlio muore, l'azione può essere avanzata dai discendenti legittimi, legittimati o naturali riconosciuti, entro due anni dalla morte.
Ovviamente, l'azione può essere esercitata, nell'interesse del minore, dal genitore che esercita la potestà o dal tutore. Il tutore, però, deve richiedere l'autorizzazione del Giudice.
L'azione si esercita nei confronti del presunto genitore, o in mancanza, nei confronti dei suoi eredi.

FAQ
Cosa significa essere figlio naturale riconosciuto?
I figli naturali riconosciuti sono i figli nati da coppie non sposate ma che i genitori li hanno riconosciuti alla nascita.
Che differenza c'è tra un figlio naturale e un figlio legittimo?
Un tempo vi erano molte differenze tra i figli naturali ed i figli legittimi. Oggi sia i figli legittimi che naturali hanno i medesimi diritti nei confronti dei loro genitori (entrambi hanno il diritto di essere educati, matenuti ed istruiti dai loro genitori); entrambi hanno i medesimi diritti successori (salvo quanto disposto dall'articolo 537 codice civile). Il riconoscimento del figlio naturale, determina il sorgere, in capo al figlio riconosciuto, dei medesimi diritti del figlio legittimo, come l'assumere il cognome del genitore che lo ha riconosciuto. Tuttavia, il riconoscimento spiega i propri effetti solo nei confronti di chi lo ha posto in essere.
Un figlio naturale riconosciuto può chiamare nonni i genitori del proprio genitore naturale?
No. Per l'articolo 258 codice civile il riconoscimento opera solo nei confronti di chi lo effettua non spiegando alcun effetto nei confronti dei parenti del genitore naturale.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

enza

23/02/2012 16:36:01

occorrerebbe spiegare se prima di incardinare il giudizio è necessario inviate il padre prsunto a sottoporsi all'esame del dna volontariamente

Avv. Monica Mores

23/02/2012 19:46:02

Per intraprendere l'accertamento giudiziale di paternità/matenità, la legge non impone che preliminarmente venga effettuato l'invito, al presunto padre/madre, di sottoporsi all'esame del DNA.
Tale invito, infatti, non costituisce un presupposto per la proposizione della domanda di accertamento giudiziale.
Effettuare, però, una richiesta di tal genere può essere molto utile e determinante. La Suprema Corte, infatti ha precisato che la prova della fondatezza della domanda di cui all'art. 269 c.c. può essere desunta anche dal comportamento delle parti: dal rifiuto di sottoporsi ad eventuali esami immunoematologici, dalle ragioni del suo rifiuto, e dalla elusione, in via di mero fatto, degli accertamenti pur non espressamente rifiutati.
In definitiva, dunque, l'invito a sottoporsi all'esame del DNA e la reazione che questo invito determina, può costiuire una prova atta a fondare la domanda avanzata dal preteso figlio.

renato

06/09/2012 23:39:48

Egregio avvocato,
se un figlio naturale viene riconosciuto dopo 50 anni dalla nascita tramite accertamemto giudiziale di paternità avrebbe diritto a un risarcimento per il mancato mantenimento?
Grazie

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