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Sciopero nei servizi pubblici essenziali

del 03/01/2017
CHE COS'È?

Sciopero nei servizi pubblici essenziali: definizione

Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali consiste nell'esercizio del diritto di sciopero in quei settori che garantiscono servizi indispensabili al fine di assicurare alla cittadinanza la possibilità di usufruire dei diritti tutelati dalla Costituzione. Il riferimento normativo in materia può essere individuato nell'articolo 40 della Costituzione, in cui si specifica che il diritto allo sciopero può essere esercitato nel contesto delle leggi da cui è disciplinato. Le modalità di esercizio sono indicate nella legge n. 146 del 1990, che è stata poi modificata dalla legge n. 83 del 2000. La prima opera principalmente sul piano pubblicistico e interviene sulla libertà di sciopero: in sostanza non viene limitato il diritto allo sciopero, che è bilanciato con il diritto alla vita, il diritto alla salute e il diritto alla libertà che sono tutelati costituzionalmente, ma viene limitata la libertà di sciopero. Nel momento in cui è stata introdotta la legge n. 83 del 2000, sono state apportate delle modifiche in virtù delle quali sono state estese le regole dello sciopero nei servizi pubblici essenziali a manifestazioni della libertà di associazione.


COME SI FA

Quali sono le regole di esercizio che normano lo sciopero nei servizi pubblici essenziali?

Nei contratti collettivi vengono concordate dalle rappresentanze dei lavoratori, dalle imprese che erogano i servizi e dalle amministrazioni le modalità con cui devono essere erogate le prestazioni indispensabili e le procedure relative. L'idoneità degli accordi viene valutata dalla Commissione di Garanzia, che ha la facoltà di emettere una regolamentazione provvisoria in caso di mancato accordo o di valutazione negativa in virtù della quale le parti risultano vincolate fino a quando non si arriva a un accordo ritenuto idoneo.

Come avviene lo sciopero nei servizi pubblici essenziali?

La comunicazione relativa allo sciopero deve essere effettuata almeno dieci giorni prima rispetto alla sua esecuzione: coloro che proclamano lo sciopero sono tenuti a farlo sapere alle amministrazioni e all'autorità competente ad adottare l'ordinanza di precettazione, oltre che alle imprese da cui i servizi vengono erogati. La comunicazione deve specificare non solo le modalità dello sciopero, ma anche la sua durata e le motivazioni alla base dell'astensione collettiva. Va segnalato che nei casi di astensione dal lavoro determinata dalla necessità di difendere l'ordine costituzionale non si applicano le regole relative al preavviso e all'indicazione della durata.


CHI

Titolari del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali sono i professionisti, i lavoratori autonomi, i lavoratori subordinati e i piccoli imprenditori. Si parla di servizi pubblici essenziali per indicare i servizi che garantiscono la sanità, i trasporti e gli altri diritti della persona tutelati dalla Costituzione.


FAQ

1. Come si comportano le amministrazioni in presenza di uno sciopero nei servizi pubblici essenziali?

Una volta che le amministrazioni hanno ricevuto la comunicazione relativa al futuro sciopero, devono comunicare agli utenti dei servizi le modalità di erogazione e i tempi degli stessi. Tale comunicazione, che deve provenire anche dalle imprese che erogano i servizi, deve essere effettuata almeno cinque giorni prima che lo sciopero cominci; devono essere rese note, inoltre, le misure per la riattivazione. Può essere considerata una forma di azione sindacale sleale quella che si concretizza in una revoca dello sciopero spontanea conseguente alla diffusione delle comunicazioni agli utenti. L'erogazione delle prestazioni indispensabili deve essere assicurata dalle imprese, dalle amministrazioni e dai soggetti che prendono parte allo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
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