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Tutela della maternità

del 23/06/2017
CHE COS'È?

Tutela della maternità: definizione

La tutela della maternità, dal punto di vista delle leggi, è disciplinata dalle norme che sono contenute nel Testo Unico maternità / paternità, vale a dire il d. lgs. n. 151 del 26 marzo del 2001. La maternità viene tutelata dalla legge sia per la protezione del bambino, sia per garantire alla donna la permanenza effettiva del rapporto di lavoro, così come la conservazione dei diritti che derivano dal rapporto medesimo. Lo scopo è quello di garantire alla neo-mamma che è costretta a mancare dal lavoro la sicurezza economica necessaria non solo in occasione del periodo di maternità, ma anche al termine del rapporto di lavoro, visto che viene assicurata la copertura contributiva per la pensione. La protezione e la tutela vengono offerte non solo nel caso della maternità naturale ma anche nelle situazioni in cui un bambino venga concesso in affidamento o adottato. L'arco di tempo previsto per le garanzie connesse con la tutela della maternità va dall'inizio della gravidanza al compimento degli otto anni da parte del bambino: nel caso di affidamento o di adozione, questo arco di tempo può essere prolungato.


COME SI FA

In che cosa consiste il congedo di maternità?

Quando si parla di congedo di maternità si fa riferimento al periodo in cui la donna si astiene dal lavoro, sia nel periodo di gravidanza che nel periodo di puerperio. Questa assenza è obbligatoria: la donna, nel corso del congedo di maternità, non riceve la retribuzione tradizionale, ma ha diritto a un'indennità economica. La stessa indennità, così come il diritto al congedo, viene concessa nel caso di affidamento o adozione. Il congedo di maternità si applica non solo alle lavoratrici dipendenti che alla data di inizio del congedo hanno un rapporto di lavoro in corso e che sono assicurate anche per la maternità all'Inps, ma anche alle donne sospese o disoccupate. In questo secondo caso, però, è necessario che il congedo di maternità sia cominciato entro 60 giorni a partire dalla data dell'ultimo giorno di lavoro, o - se è cominciato dopo - sia previsto il diritto alla cassa integrazione, alla mobilità o all'indennità di disoccupazione. 


CHI

datori di lavoro.


FAQ

1. Qual è il trattamento economico previsto per il congedo di maternità?

La lavoratrice, durante il congedo di maternità, ha diritto a ricevere un'indennità economica che corrisponde ai quattro quinti della sua retribuzione giornaliera. Tale indennità viene calcolata tenendo conto del periodo di paga più recente concluso subito prima dell'inizio di congedo: in altri termini, si considera l'ultimo mese di lavoro rispetto al mese in cui è cominciato il congedo. Non tutte le giornate vengono indennizzate nel corso dell'astensione: per le impiegate, infatti, sono escluse le festività che coincidono con le domeniche, mentre per le operaie sono escluse le domeniche e le festività che rientrano nel periodo di maternità. Perché si possa beneficiare dell'indennità è indispensabile che sussista un rapporto di lavoro o di assicurazione valido all'inizio dell'astensione.

2. A chi spetta il pagamento?

Tocca al datore di lavoro anticipare l'indennità in busta paga; essa viene pagata direttamente dall'Inps solo nel caso delle lavoratrici disoccupate, nel caso delle lavoratrici stagionali, nel caso delle lavoratrici dello spettacolo saltuarie o a termine, nel caso delle operaie agricole, nel caso delle lavoratrici sospese e nel caso delle lavoratrici addette ai servizi familiari e domestici (cioè badanti e colf). 
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