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Periodo di prova

del 17/05/2011
CHE COS'È?

Periodo di prova: definizione

La stipulazione del contratto di lavoro può prevedere che venga apposto un periodo di prova durante il quale le parti possono vicendevolmente sperimentarsi, conoscersi e recedere senza alcun obbligo di preavviso o di indennità
Durante questo periodo entrambe le parti sono tenute a consentire che ci sia la possibilità di esperire l’oggetto del patto di prova. 
Il patto di prova può essere applicato anche al rapporto a tempo determinato, al contratto di inserimento ed alle assunzioni obbligatorie. Nel caso del contratto a tempo determinato il periodo di prova deve essere congruo alla durata e non coincidente con il termine fissato. 
La durata del periodo di prova è normalmente fissata dai contratti collettivi di lavoro in relazione a qualifica e mansione per la quale la prova viene effettuata. In carenza di ciò provvede la legge che ne fissa la durata massima in 6 mesi per dirigenti e impiegati di prima categoria e 3 mesi per le altre categorie impiegatizie, viaggiatori e piazzisti (Regio Decreto Legge n. 1825/24, art. 4). 
La contrattazione collettiva può prevedere tale periodo in giorni di calendario. In tale ipotesi le eventuali assenze non determinano proroga di tale periodo. 
Nell'ipotesi in cui, invece, la contrattazione collettiva preveda tale periodo in giorni di effettivo lavoro, le eventuali assenze determinano proroga. 
Stante la ratio della legge, ovvero consentire ad entrambe le parti l’esperimento della prova, nelle ipotesi in cui la prestazione non si è verificata per eventi non prevedibili quali malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, permessi, sciopero, sospensione dell’attività del datore di lavoro, tali periodi sospendono il periodo di prova e, di fatto, lo prorogano. Non è ammesso, invece, il godimento di ferie durante il periodo di prova. 
Durante il periodo di prova le parti sono libere di recedere in qualsiasi momento dal contratto senza obbligo di preavviso, di indennità, di motivazione e neppure di forma scritta. La prova effettuata sino al momento del recesso, però, deve essere adeguata alla verifica dell’esperimento e non, invece, dettata da motivi illeciti o discriminatori. E’ comunque lecito il recesso della parte datoriale a causa di una valutazione negativa del comportamento generale del lavoratore e non solo in relazione alla mansione specifica oggetto di prova (Sentenza Cassazione n. 1762 del 17.2.2000). 
Qualora il contratto nazionale applicato preveda una durata minima, questa va rispettata e non è lecito il recesso anticipato rispetto al periodo minimo stabilito.


COME SI FA
Il patto di prova deve risultare da forma scritta ed essere contestuale alla data di inizio del rapporto. 
La mancanza della forma scritta determina la nullità del patto di prova e la conseguente immediata conversione automatica del rapporto in rapporto definitivo (Sentenza Cassazione n. 5591 del 13.4.2001).

CHI
Il professionista a cui rivolgersi è il consulente del lavoro o l'avvocato competente in materia giuslavorista.

FAQ

E' possibile non apporre o, anche, ridurre il periodo di prova dal contratto individuale?

Sì. In tal caso il rapporto si intende instaurato a tempo indeterminato o, se a tempo determinato, per il periodo previsto dal contratto. In caso di riduzione, ha valore quanto stipulato dalle parti.

Il recesso per mancato superamento del periodo di prova può essere esercitato nei confronti di una lavoratriced in stato di gravidanza?

Sì, (Decreto Presidente della Repubblica n. 1026/74, art. 1) purché la lavoratrice non dimostri che il mancato superamento é dovuto a motivi discriminatori.

E' legittima l'apposizione del periodo di prova nel contratto stipulato con un lavoratore col quale é già stato instaurato un rapporto di lavoro in passato?

Sì, purché si tratti di mansioni differenti rispetto alle precedenti. In caso di medesime mansioni ed esito negativo della prova il lavoratore può chiedere la nullità del patto di prova con le conseguenze che ne derivano se dimostra di avere già svolto con lo stesso datore di lavoro e con le stesse mansioni un precedente rapporto di lavoro (anche di inserimento) (Sentenza Cassazione n. 27330 del 2008).  

Durante il periodo di prova il lavoratore matura le ferie, il T.F.R. ed i ratei di retribuzione differita?

Sì. Matura esattamente tutto quanto maturano i lavoratori non in prova.

Il periodo di prova, una volta superato positivamente, va computato nell'anzianità di servizio?

Sì, a tutti gli effetti.

Un lavoratore in mobilità può effettuare il periodo di prova presso un datore di lavoro senza perdere il suo diritto all'indennità di mobilità?

Sì. In tal caso per detto periodo viene sospesa l’erogazione dell’indennità di mobilità senza farla decadere nell’ipotesi di non superamento.
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