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Assegni per il nucleo familiare

del 19/06/2017
CHE COS'È?

Assegni per il nucleo familiare: definizione

Il calcolo dell’assegno per il nucleo familiare è un’operazione necessaria per garantire il soddisfacimento di una prestazione previdenziale erogata al lavoratore dipendente nel corso dell’attività lavorativa o al pensionato dopo la cessazione del lavoro dipendente.

Introdotto dall’articolo 2 del decreto legge 13 marzo 1988 n. 69 con decorrenza 1 gennaio 1988, sostituisce i precedenti assegni familiari, le quote di aggiunta di famiglia e ogni altro trattamento comunque denominato.

La prestazione ha la funzione di sostenere i nuclei familiari composti da più persone e i cui redditi siano inferiori rispetto alle fasce di reddito di anno in anno stabilite dalla legge. 


COME SI FA

Come si calcola l’assegno per il nucleo familiare?

L’importo dell’assegno familiare risulta in misura variabile in conseguenza di tre elementi: numero dei componenti il nucleo familiare; ammontare del reddito familiare; fasce di reddito stabilite dalla legge.

1) Composizione del nucleo familiare.

I componenti il nucleo familiare i cui redditi faranno cumulo ai fini dell’individuazione del diritto all’assegno e all’importo spettante sono:

ü  il coniuge purché non legalmente o effettivamente separato o abbia abbandonato la famiglia;

ü  i figli (non coniugati) minori di età, i maggiorenni inabili;

ü  i figli studenti o apprendisti di età compresa tra i 18 ed i 21 facenti parte di un nucleo familiare numeroso ossia con più di 3 figli (o equiparati) di età inferiore a 26 anni;

ü  i fratelli, le sorelle e i nipoti (non coniugati) minori di età oppure maggiorenni inabili purché orfani di entrambi i genitori senza pensione ai superstiti.

2) Reddito familiare.

Il reddito familiare è costituito dalla somma dei redditi del richiedente l’assegno e degli altri componenti il nucleo familiare.

L’assegno spetta al lavoratore richiedente quando la somma dei redditi di lavoro dipendente, pensione o altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente dell’intero nucleo familiare nel periodo di riferimento (anno solare precedente la domanda) sia pari o superiore al 70% del reddito complessivo.

3) Fasce di reddito e misura dell’assegno.

Determinato il diritto di ottenere la misura previdenziale, il suo importo verrà stabilito innanzitutto individuano la tabella applicabile. Esistono attualmente 15 tabelle (numerate dall’11 al 19 più le tabelle 20 A, 20 B, 20 C, 21 A, 21 B, 21 C) in relazione alle diverse tipologie di nucleo familiare. Una volta determinata la tabella a cui riferirsi, il calcolo dell’assegno per il nucleo familiare da erogare avverrà in relazione alla fascia di reddito a cui appartiene il contribuente e al numero dei componenti il suo nucleo familiare.

Il dipendente che ritiene di aver diritto all’assegno del nucleo familiare dovrà farne richiesta mediante presentazione al proprio datore di lavoro dell’apposito modello (ANF/dip.). Dal 2009 non è più richiesta l’allegazione dello “stato di famiglia” in quanto l’indicazione dei componenti il nucleo familiare sul modello stesso ha valore di certificazione. Deve, invece, essere corredato da ogni documento attestante situazioni particolari (certificato di morte, certificato di adozione, sentenza di separazione, certificato ASL, ecc.).

Sul modello sono presenti anche le dichiarazioni di responsabilità del richiedente e del coniuge mediante le quali costoro dichiarano di non aver richiesto né di percepire alcun trattamento di famiglia per le persone incluse nel nucleo familiare.

Fatta eccezione per casi particolari, il pagamento dell’assegno al richiedente viene effettuato dal proprio datore di lavoro il quale pone tale importo a conguaglio con le somme a debito nella denuncia contributiva mensile. Vi sono casi particolari in cui non è nel potere del datore di lavoro procedere autonomamente alla definizione del diritto del lavoratore a percepire l’assegno per il nucleo familiare. In questi casi sarà necessario inoltrare domanda all’INPS il quale, valutata la particolare situazione, autorizzerà o meno l’erogazione.

Qualora nel corso dell’anno muti la consistenza del nucleo familiare è fatto obbligo al dipendente di comunicarlo entro 30 giorni al proprio datore di lavoro il quale provvederà al ricalcolo dell’assegno in relazione alla nuova situazione.

Il diritto alla percezione dell’assegno del nucleo familiare da parte del dipendente si prescrive in 5 anni mentre quello dell’INPS di richiedere la restituzione di assegno del nucleo familiare indebitamente erogati è di 10.


CHI

È opportuno rivolgersi a un consulente del lavoro.  


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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

giuseppe

10/01/2012 21:59:39

è possibile che con 1 figlio minore più moglie a carico percepisco solo 95 euro di assegno familiare?

Studio Associato Zaninotto e Villani

11/01/2012 20:03:51

E' possibile e l'assegno é corretto se il Suo reddito lordo (2010) era di circa 19.100/19.200 €.
Comunque può controllare verificando nel sito Inps - Tabella importo assegni familiari - Tabella 11 - colonna relativa a n. di componenti il Suo nucleo familiare e riga relativa al Suo redito.

Francesco

19/01/2012 14:08:57

Salve, avrei un piccolo problema da esporre.
Ad agosto 2011 sono diventato papa per la terza volta. Voci di popolo mi avevano detto di inoltrare la domanda dell'assegno del nucleo famigliare numeroso. Mono reddito con un ISE di 27000 € , la domanda non è stata accolta
perche il massimale da non superare era di 23000 €. Premesso che per portare quel reddito a casa lavoro tutti i giorni tranne le domeniche, volevo capire se togliendo i sabati che non sono obbligatori posso ritrovarmi dei benefici lavorando meno, perchè un'altro esempio, in busta paga percepisco 271.00 €
ANF. ( moglie + 3 figli ) abbassando il reddito aumenterebbe anche quest'ultimo! A quanto ammonterebbe l'assegno nucleo fam. numeroso se dovessi rientrare nella fascia dei 23.000 € ? E possibile che lavorando meno
potrei godermi di più la mia famiglia non creando enormi sconpensi economici grazie al subentrare di questi privilegi che oggi non ho ???
Grazie anticipatamente di cuore da Francesco Francesca Dominic Denise e il piccolissimo Daniel.

Studio Associato Zaninotto e Villani

19/01/2012 20:10:43

Francesco, la domanda é posta in modo gentilissimo ma con gli elementi forniti non é possibile dare una risposta. Ad ogni buon conto c'é un errore di fondo in quanto per famiglia numerosa si intende quella con PIU' di 3 figli. E' evidente che a parità di componenti il nucleo familiare, con il decrescere del reddito aumenterebbe l'importo dell'Assegno ma tale risibile aumento sarebbe ben lungi dal compensare la perdita di reddito. Se mi posso permettere un consiglio ... coi tempi che corrono si tenga ben stretti gli straordinari del sabato.

MONICA

02/08/2012 12:08:23

Buongiorno,
sono una lavoratrice dipendente in studio privato part time e mio marito è un libero artigiano con un reddito complessivo di euro 17.500 e figlia minore a carico. Potrebbe essere così gentile da spiegarmi per quale motivo gli assegni spettano solo se il reddito è costituito dal 70% da lavoratore dipendente? Ma perchè mio marito non paga i contributi all'Inps?
Grazie.

lucia

31/01/2013 18:39:25

perchè quando faccio il calcolo degli assegni mi dice che dovrei percepere 258 euro invece in busta paga ne prendo 218?se hanno fatto un errore potrò avere gli arretrati?grazie

risposta del Professionista

04/02/2013 14:52:00

Gent.ma Lucia,
posto che Lei abbia fatto le giuste considerazioni, abbia utilizzato la giusta tabella e, in buona sostanza, abbia ragione, lo faccia presente al datore di lavoro che non avrà alcun problema a corrisponderLe le differenze arretrate.

Cordialmente
Dott. Claudio Zaninotto

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