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Indennità di vacanza contrattuale

del 25/01/2012
CHE COS'È?

Indennità di vacanza contrattuale: definizione

L’ Indennità di Vacanza Contrattuale (I.V.C.) è un elemento provvisorio della retribuzione che viene erogato dal datore di lavoro nel periodo intercorrente tra la data di scadenza di un CCNL e il suo rinnovo (cosiddetto “periodo di vacanza contrattuale”).
Si parla di provvisorietà proprio perché la corresponsione di tale indennità deve essere limitata al periodo durante il quale i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori sono impegnati nel rinnovo di un contratto collettivo nazionale; è, in altre parole, una forma di tutela della retribuzione a fronte di un disimpegno da parte imprenditoriale alla stipula del contratto collettivo.
L’ indennità di vacanza contrattuale è stata introdotta, anche a seguito dell’ eliminazione del sistema di indicizzazione automatica delle retribuzioni (ex contingenza o scala mobile), dall’ Accordo Interconfederale del 23 luglio 1993 (“Protocollo di intesa Governo-Sindacati Lavoratori-Associazioni Imprenditoriali sulla politica dei redditi e sull’occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo”) come strumento di adeguamento automatico delle retribuzioni finalizzato a non penalizzare i redditi dei lavoratori durante i periodi di trattativa sindacale che precedono i rinnovi dei CCNL; si pensi infatti che determinati accordi contrattuali erano (ma tuttora sono) sottoscritti solo dopo estenuanti negoziazioni tra sindacati e associazioni di categoria la cui sproporzionata durata pregiudicherebbe l’aggiornamento delle retribuzioni dei lavoratori rispetto al mutato costo della vita nelle more e nella carenza dei rinnovi contrattuali.
Gli Accordi Interconfederali del 2009 (l'Accordo interconfederale delle parti sociali del 15.04.2009 e l'Accordo quadro del 22.01.2009 con la partecipazione anche del Governo) hanno sostituito le previsioni del Protocollo del 1993, prevedendo una serie di regole e procedure per la gestione della contrattazione collettiva, compresa la soppressione dell’indennità di vacanza contrattuale; il nuovo assetto contrattuale prevede che ciascun contratto collettivo ridefinisca i tempi e le procedure per la presentazione delle richieste sindacali, l’avvio e lo svolgimento delle trattative stesse. Per quanto riguarda l’indennità di vacanza contrattuale, che interveniva dopo 3 mesi dalla scadenza del CCNL, i nuovi accordi del 2009 superano tale impostazione e precisano che il rispetto dei tempi e delle procedure definite per la negoziazione a livello di contrattazione collettiva è condizione preliminare alla previsione di un meccanismo che, dalla data di scadenza del contratto precedente, riconosca una copertura economica (un nuovo tipo di indennità di vacanza contrattuale), stabilita sempre dal singolo contratto collettivo, a favore dei lavoratori in servizio alla data di raggiungimento dell’ accordo di rinnovo.

Dott. Gabriele Arveda
Ordine dei Consulenti del Lavoro di Reggio Emilia
Bartoi & Arveda Associazione Professionale

COME SI FA
L’Accordo Interconfederale del 1993 prevede che dopo un periodo di “vacanza contrattuale” pari a 3 mesi dalla data di scadenza del CCNL, ai lavoratori dipendenti ai quali si applica il contratto medesimo non ancora rinnovato sarà corrisposto, a partire dal mese successivo ovvero dalla data di presentazione della piattaforma di rinnovo, ove successiva, un elemento provvisorio della retribuzione, appunto denominato indennità di vacanza contrattuale.
L’importo di tale elemento sarà pari al 30% del tasso di inflazione programmato, applicato ai minimi retributivi contrattuali vigenti; dopo sei mesi di vacanza contrattuale, detto importo sarà pari al 50% dell’ inflazione programmata; dalla decorrenza dell’accordo di rinnovo del contratto collettivo, l’indennità di vacanza contrattuale cesserà di essere erogata.
Trattandosi di uno strumento indennitario che incide sull’entità della retribuzione ma che tuttavia non rimborsa il lavoratore per spese sostenute (ad esempio indennità di trasferta) o per un disagio connesso all’esercizio di una determinata attività (ad esempio indennità di rischio), l’importo erogato a titolo di indennità di vacanza contrattuale concorre alla formazione della base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali INPS ed INAIL, nonché alla formazione del reddito di lavoro dipendente da assogettare a tassazione IRPEF.

CHI
Data la complessità dell’eventuale applicazione o calcolo dell’indennità di vacanza contrattuale e del trattamento fiscale e contributivo a cui assoggettare gli importi relativi, riteniamo necessario il ricorso ad un esperto della materia, quale il consulente del lavoro.

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