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Premio aziendale

del 17/03/2017
CHE COS'È?

Premio aziendale: definizione

Il premio aziendale non è altro che un'attribuzione di patrimonio che può essere prevista da un contratto collettivo a integrazione della retribuzione standard: noto anche come premio di risultato, come premio di partecipazione agli utili aziendali o come premio di produttività, deve essere contrattato a livello aziendale - secondo quanto previsto dal Protocollo 23 luglio 1993 - in rapporto ai risultati che sono stati ottenuti a livello di conseguimento di specifici programmi stabiliti tra le parti e finalizzati a un aumento della produttività.


COME SI FA

In che cosa consiste un premio aziendale?

Un premio aziendale nella maggior parte dei casi è un compenso supplementare che va a integrare la retribuzione di base. Nato come strumento correlato alla produzione aziendale attraverso forme differenti negli anni Sessanta, permette ai lavoratori di un'impresa di essere coinvolti nei successi di quest'ultima: lo scopo del premio aziendale è, dunque, incentivante. Con il passare del tempo, a dir la verità, la contrattazione aziendale ha trasformato i premi in compensi fissi veri e propri, che sono diventati dei compensi in più con periodicità annuale. 

Che cos'è il Protocollo 23 luglio 1993?

Il protocollo in questione è il cosiddetto Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo: è stato sottoscritto il 23 luglio del 1993 tra le parti sociali e il governo, e istituiva un doppio livello di contrattazione, uno nazionale e uno aziendale. Il livello di contrattazione nazionale ha una parte economica della durata di due anni e una parte normativa della durata di quattro anni; il livello di contrattazione aziendale, o territoriale, ha lo scopo di adeguare i livelli di retribuzione in funzione dell'andamento economico di ogni azienda.


CHI

I datori di lavoro.


FAQ

1. Qual è la natura giuridica di un premio aziendale?

In linea di massima i compensi premiali vengono considerati come caratterizzati da una natura retributiva nel caso in cui configurino dei corrispettivi di prestazioni contrattuali obbligatorie, a condizione che la loro corresponsione sia costante nel tempo. Non si può parlare di natura retributiva, invece, nel caso di premi eventuali e non ripetuti, magari perché dovuti a specifiche modalità esecutive della prestazione o perché derivanti da un aumento straordinario della produzione. I caratteri di determinatezza o determinabilità, di costanza, di continuità e di obbligatorietà sono quelli che permettono di parlare di natura retributiva. In pratica, nel momento in cui i premi si ripetono nel tempo, vengono erogati nei confronti di un ampio gruppo di dipendenti e sono definiti in anticipo, essi divengono parte integrante della retribuzione.

2. Perché è importante stabilire che un premio aziendale ha natura giuridica?

Il carattere retributivo permette di far entrare in gioco i principi di adeguatezza e di proporzionalità della retribuzione che sono previsti dall'articolo 36 della Costituzione. Non solo: è altrettanto importante il principio di intangibilità della retribuzione, per cui la riduzione della stessa è preclusa. Come detto, il premio che viene accordato ai dipendenti assume carattere di obbligatorietà in quanto è parte integrante del loro compenso, e i datori di lavoro non possono revocarlo o ridurlo. In più, la natura retributiva ha effetti dal punto di vista del calcolo degli istituti retributivi indiretti: il che vuol dire che il premio influisce sugli importi della tredicesima, del trattamento di fine rapporto e di altre eventuali retribuzioni indirette e differite. 
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