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Indennità di cassa

del 25/01/2012
CHE COS'È?

Indennità di cassa: definizione

L’indennità di cassa, denominata anche indennità di maneggio denaro o di rischio, consiste nell’attribuzione di una quota integrativa di retribuzione al lavoratore soggetto al rischio di errori contabili (riscossione, pagamento o semplice custodia) con contestuale assunzione di responsabilità nei confronti del datore di lavoro al verificarsi degli errori stessi (si pensi per esempio alle mansioni svolte dall’addetto ad uno sportello bancario o da un cassiere di un centro commerciale); si tratta di uno strumento retributivo, o meglio compensativo nel senso che compensa il lavoratore per l’assunzione di un rischio economico legato all’ordinario svolgimento delle sue prestazioni lavorative, di natura contrattuale e deve essere corrisposta a tutti i soggetti individuati come aventi diritto dal contratto collettivo di riferimento.
L’indennità di cassa, distinguendo gli elementi che compongono la retribuzione-busta paga in elementi fissi (voci che vengono riconosciute in modo stabile e continuativo al lavoratore, paga base, contingenza, superminimo, scatti di anzianità, eccetera) ed elementi variabili, va annoverata tra i secondi, gli elementi variabili, così definiti proprio perché variano in relazione al periodo retributivo considerato o vengono riconosciuti al verificarsi di determinati eventi; in buona sostanza la corresponsione dell’indennità di cassa è strettamente subordinata all’effettivo svolgimento di prestazioni lavorative che espongano il lavoratore a rischi concreti e determinati come per esempio quelli cui è soggetto l’ addetto a uno sportello bancario che a fine giornata rilevi degli ammanchi di denaro dalla cassa della quale è responsabile.

Dott. Gabriele Arveda
Ordine dei Consulenti del Lavoro di Reggio Emilia
Bartoli & Arveda Associazione Professionale

COME SI FA
Come detto, l’indennità di cassa ha natura contrattuale ed è perciò all’interno dei singoli contratti collettivi di lavoro che si dovranno ricercare le regole per una corretta attribuzione e applicazione dell’istituto in esame.
Solitamente la misura dell’indennità viene calcolata in percentuale (tra il 5% ed il 10%) su tutta la retribuzione (o soltanto su alcuni elementi di essa) ma può anche essere stabilita in cifra fissa mensile; se legata alla retribuzione - o ad alcune sue voci - dovrà essere ricalcolata ad ogni variazione degli elementi che ne costituiscono la base di calcolo.
Una volta convenuta la corresponsione di una indennità di cassa, secondo il dettame contrattuale di riferimento, in caso di ammanchi di denaro (o di altri valori o titoli di credito), l’azienda avrà la possibilità di rivalersi, sempre in base alle previsioni contrattuali, sul lavoratore mediante ritenute sulla retribuzione.
L’importo erogato a titolo di indennità di cassa concorre, seguendo il criterio fiscale dell’onnicomprensività delle somme e valori percepiti dal lavoratore, alla formazione del reddito di lavoro dipendente da assoggettare a tassazione IRPEF così come previsto dal Tuir (articolo 51), nonché alla formazione della base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali INPS e INAIL; inoltre, trattandosi di una erogazione “non occasionale”, quanto corrisposto rientra nella retribuzione utile ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto, salvo diversa disposizione del contratto collettivo.

CHI
Data la complessità dell’ eventuale corretta applicazione, corresponsione e calcolo dell’indennità di cassa e del trattamento fiscale e contributivo a cui assoggettare gli importi relativi, riteniamo necessario il ricorso ad un esperto della materia che potrà dare risposte e soluzioni in merito, quale il consulente del lavoro.

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