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Fabbricati non dichiarati

del 11/11/2016
CHE COS'È?

Fabbricati non dichiarati: definizione

Chi amplia un immobile urbano già esistente o realizza un fabbricato nuovo è tenuto a presentare, entro i 30 giorni successivi al momento in cui i fabbricati sono diventati servibili all’uso per cui sono destinati o abitabili, una dichiarazione al Catasto. Nel caso in cui ciò non avvenga si parla, appunto, di fabbricati non dichiarati. Essi possono essere individuati dall’Agenzia delle Entrate attraverso l’attività di foto-identificazione svolta con la collaborazione dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, impiegando immagini del territorio nazionale realizzate dall’alto. L’Agenzia provvede, con comunicati resi noti attraverso la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, a rendere nota la lista dei Comuni in cui viene verificata la presenza di ampliamenti di costruzioni o di immobili non dichiarati.


COME SI FA

Come si fa a regolarizzare i fabbricati non dichiarati?

Chi decide di regolarizzare in maniera spontanea i fabbricati non dichiarati può evitare la maggiorazione dei costi che è prevista per l’inasprimento delle sanzioni. Per quel che riguarda le unità immobiliari cui sia stata conferita la rendita presunta, è indispensabile che i soggetti obbligati presentino gli atti di aggiornamento catastale nei 120 giorni successivi alla data di pubblicazione del comunicato in cui sono indicati i Comuni con fabbricati non dichiarati nella Gazzetta Ufficiale. Gli elenchi delle particelle di terreno in cui sono presenti fabbricati non dichiarati possono essere consultati presso l’ufficio provinciale competente, online o presso la sede del Comune di riferimento. Nel caso in cui si riscontrino delle incoerenze, è possibile inviare delle segnalazioni – in modo totalmente gratuito – attraverso il servizio online Contact center per la correzione dei dati catastali o trasmettendo un modulo apposito all’ufficio provinciale competente.


CHI

L’Agenzia delle Entrate.


FAQ

1. Qual è la procedura che deve essere seguita nel caso in cui si abbia a che fare con dei fabbricati non dichiarati?

Occorre presentare la dichiarazione di un immobile non dichiarato in Catasto. Esistono dei casi specifici, però, in cui la dichiarazione non è obbligatoria: ciò è vero nel caso di un fabbricato demolito, nel caso di un fabbricato che è già stato dichiarato, nel caso di un fabbricato che in realtà sul terreno indicato non esiste o nel caso di un fabbricato di una tipologia per la quale non è necessario l’accatastamento.

2. Come ci si deve comportare quando è necessario regolarizzare un fabbricato rurale?

Nel caso in cui il fabbricato rurale sia in possesso di requisiti di ruralità e non sia stato dichiarato al Catasto edilizio urbano entro i termini previsti, il soggetto interessato può ricorrere alla procedura Docfa per procedere, ricordando di allegare le autocertificazioni del caso. Così facendo, negli atti catastali può essere inserita l’annotazione di ruralità, con la conseguente applicazione della sanzione – a meno che il dichiarante non desideri il ricorso al ravvedimento operoso -. Per ciò che concerne gli immobili che rientrano nei possedimenti di un’azienda agricola e che risultano già censiti in maniera corretta presso il Catasto edilizio urbano, la richiesta di iscrizione di sussistenza del requisito di ruralità può essere presentata all’ufficio provinciale. Ciò vale non solo per i fabbricati strumentali all’esercizio dell’attività agricola che fanno parte delle categorie A, B e C, ma anche per i fabbricati rurali destinati ad abitazione, eccezion fatta per i fabbricati della categoria A/1 e della categoria A/8, vale a dire le abitazioni di tipo signorile e le abitazioni in villa.
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