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Regole per la retribuzione delle colf

Regole per la retribuzione delle colf
Aspetti generali
Il diritto del prestatore di lavoro alla retribuzione è espressamente previsto dalla Costituzione, e in particolare dall’articolo 36, il quale prevede che: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé ed alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.
Al fine di stabilire quale sia la retribuzione da corrispondere al singolo lavoratore l’articolo 2070 del codice civile stabilisce che preliminarmente è necessario individuare quale sia il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) che disciplina l’attività del datore di lavoro e una volta individuato il CCNL di riferimento la retribuzione del singolo dipendente verrà calcolata tenendo conto:
  1. della categoria attribuita al dipendente;
  2. del livello previsto dal CCNL in cui rientra la mansione svolta dal lavoratore.
La retribuzione dei lavoratori domestici
Il Contratto Collettivo per i lavoratori domestici stabilisce che la retribuzione è composta dalle seguenti voci:

  • retribuzione minima contrattuale;
  • eventuali scatti di anzianità;
  • eventuale compenso sostitutivo di vitto ed alloggio;
  • eventuale superminimo.
Il datore di lavoro all’atto della corresponsione della retribuzione deve redigere un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore firmata dal datore di lavoro e l’altra firmata dal lavoratore per il datore. Nel prospetto paga deve essere evidenziato se l’eventuale “superminimo” rappresenta un importo “ad personam” non assorbibile ed inoltre dovranno risultare, in aggiunta alle suddette voci, le ore di lavoro straordinario, i compensi per festività e le trattenute per oneri previdenziali. Si precisa poi che il datore di lavoro domestico non è tenuto a rilasciare il CUD non essendo sostituto d’imposta. Tuttavia, il CCNL prevede che a richiesta del lavoratore il datore rilasci una dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare complessivo delle somme erogate nell’anno.

Il vitto e l’alloggio
Se il lavoratore domestico mangia e dorme presso il datore di lavoro il valore convenzionale del vitto e dell’alloggio deve essere aggiunto alla base oraria della retribuzione, sempre ed esclusivamente ai fini di determinare l’importo del contributo da versare. 

Gli scatti di anzianità
A ciascun lavoratore spetta, per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore, e per un massimo di 7 bienni, un aumento del 4% sulla retribuzione minima contrattuale.

La tredicesima mensilità
I lavoratori domestici hanno diritto a percepire una mensilità aggiuntiva di importo pari alla retribuzione globale di fatto (comprensiva della eventuale indennità di vitto ed alloggio) entro il mese di dicembre in occasione del Natale.

Le ferie
Indipendentemente dalla durata dell’orario di lavoro, per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, il lavoratore domestico ha diritto ad un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi da fruire preferibilmente nel periodo giugno-settembre e durante le festività natalizie, tenendo conto delle esigenze della famiglia cui il lavoratore presta servizio.

Le assenze retribuite per malattia, infortunio, maternità, congedo matrimoniale
Malattia:
il datore di lavoro deve erogare per un periodo massimo di 8, 10 e 15 giorni complessivi nell’arco dell’anno, in relazione all’anzianità di servizio, per i primi tre giorni consecutivi una quota pari al 50% della retribuzione globale di fatto, dal quarto giorno in poi una quota pari al 100%.
Infortunio: il datore di lavoro deve corrispondere la retribuzione globale di fatto per i primi tre giorni.
Maternità: la relativa indennità è corrisposta dall’Inps. Decorre solo ai fini dell’anzianità e dall’inizio della gravidanza e fino alla cessazione del periodo di estensione obbligatoria la lavoratrice non può essere licenziata, salvo che per giusta causa.
Congedo matrimoniale: il lavoratore ha diritto ad un periodo di congedo matrimoniale della durata di 15 giorni di calendario 

TFR (Trattamento di Fine Rapporto)
Per ogni anno di servizio si divide la retribuzione complessiva annua per 13,5 e si ottiene così il TFRdi un anno. La somma spettante a titolo di TFR determinata anno per anno va rivalutata in base ai coefficienti ISTAT che sono pubblicati ogni mese.

Avv. Varniero Varnier

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