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La riduzione dell'acconto Irpef 2011

del 01/12/2011

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La riduzione dell'acconto Irpef 2011
Con il comunicato stampa del 23 novembre 2011, il Ministero dell'Economia e Finanza ha annunciato l’emanazione di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, attualmente in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che dispone la riduzione del versamento dell’acconto Irpef dovuto per il 2011 in misura pari al 17%.

Soggetti interessati
La riduzione dell’acconto di novembre riguarda esclusivamente i soggetti Irpef, ossia i contribuenti tenuti alla presentazione del modello Unico 2011 PF ovvero del modello 730/2011.
Conseguentemente, sono interessati dalla disposizione in esame i seguenti soggetti:
  • imprenditori individuali;
  • lavoratori autonomi;
  • soci di società di persone;
  • collaboratori dell’impresa familiare;
  • soci, persone fisiche, di srl trasparenti (ex articolo 116, Tuir);
  • persone fisiche titolari di redditi da dichiarare nel modello Unico PF (ad esempio, lavoro dipendente e assimilati, redditi fondiari, redditi diversi, eccetera);
  • titolari di redditi di pensione, di lavoro dipendente ed assimilati che hanno presentato il modello 730/2011.
La riduzione in esame:
  • riguarda esclusivamente l’Irpef e poi è stato chiarito che riguarda anche la cedolare secca e l’imposta sostitutiva sui contribuenti minimi; 
  • non si estende agli acconti previdenziali, Irap (anche se dovuti da soggetti Irpef) e Ires, per i quali vanno applicate le consuete modalità di determinazione e versamento.
Riduzione acconto Irpef 2011 metodo storico
Come noto, utilizzando il metodo storico, l’acconto Irpef 2011 è così determinato:
Rigo RN33 "Differenza" acconto Irpef 2011 non superiore a € 51,65 non dovuto;
superiore a € 51,65 ma non a € 260,11 versamento in unica soluzione entro il 30.11.201;
superiore a € 260,11 versamento in 2 rate pari al: 
39,6% (40% del 99%) di rigo RN33 entro il 6.7.2011 – 5.8 con la maggiorazione dello 0,40%
59,4% (60% del 99%) di rigo RN33 entro il 30.11.2011.

Ora, per effetto della riduzione del 17%, l’ammontare dell’acconto Irpef 2011 va calcolato applicando la percentuale dell’82% (anzichè del 99%) all’importo esposto a rigo RN33 "Differenza" del modello Unico 2011 PF.
Fermo restando che l’acconto non è dovuto se l’importo di rigo RN33 non è superiore a € 51,65, la nuova percentuale dell’82% ha riflessi sul pagamento dell’unica o seconda rata dell’acconto 2011 da effettuare entro il prossimo 30.11.2011. 
Considerato quanto già versato a giugno/luglio/agosto in applicazione della normativa vigente, in presenza del rigo RN33 superiore a € 51,65 si dovrà operare come segue:
  1. ricalcolare l’acconto 2011 complessivamente dovuto applicando la percentuale dell’82% all’importo di rigo RN33;
  2. scomputare dall’importo così ottenuto quanto già versato a titolo di prima rata
Il versamento dell’acconto sulla base della nuova disposizione e, quindi, in misura ridotta, si rifletterà sul versamento da effettuare nel 2012 in sede di saldo IRPEF 2011.
L’articolo 1, comma 1, del decreto in esame dispone infatti che: “Il versamento di 17 punti percentuali dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per il periodo d’imposta 2011 è differito, nei limiti di quanto dovuto a saldo, alla data di versamento, per il medesimo periodo d’imposta, del saldo di cui al comma 1 dell’articolo 17 del decreto del presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435”.
In altre parole, effettuando un minor versamento a titolo di acconto nel mese di novembre, il contribuente verserà un maggior importo in sede di saldo, calcolato, come di consueto, sull’Irpef effettivamente dovuta per il 2011, così come risultante dal modello Unico 2012 PF. In merito si evidenzia che, come specificato dal MEF nel comunicato stampa 23 novembre 2011, quanto non pagato in acconto a novembre dovrà essere versato, nel limite dell’Irpef effettivamente dovuta per il 2011, “nel mese di giugno 2012”.
Di fatto pertanto, la disposizione in esame costituisce un differimento di quanto dovuto a titolo di acconto, dovendo lo stesso essere versato in sede di saldo. Peraltro, ancorchè secondo il testo normativo sopra riportato il versamento dovrebbe essere effettuato entro il termine previsto dal comma 1 dell’articolo 17, decreto Presidente della Repubblica n. 435/2001, ossia entro il 16.6 senza possibilità di beneficiare del differimento al 16.7 con la maggiorazione dello 0,40%, previsto dal comma 2 del citato articolo 17, si rammenta che, in occasione dell’analogo differimento disposto per l’acconto 2009, dalle istruzioni del modello Unico 2010 si poteva desumere che l’importo relativo a quanto ancora dovuto in relazione all’acconto di novembre “confluiva” nel saldo, con la conseguenza che il versamento doveva essere effettuato: entro il 16.6 ovvero 16.7 con la maggiorazione dello 0,40% e con la consueta possibilità di rateizzare quanto dovuto entro il mese di novembre; riportando nel mod. F24 il codice tributo “4001”.

Esempio 1
Il sig. Bianchi ha presentato il modello Unico 2011 PF ed a rigo RN33 risulta un importo pari a € 185.
In base alla percentuale fissata nella misura del 99% l’acconto Irpef dovuto, da versare in un’unica soluzione entro il 30.11.2011, sarebbe stato pari a € 183,15 (185 x 99%).
Applicando la nuova percentuale dell’82% l’acconto da versare entro il 30.11.2011 è pari a € 151,70 (185 x 82%).

Esempio 2
Il sig. Rosa ha presentato il modello Unico 2011 PF ed a rigo RN33 risulta un importo pari a € 27.500.
In base alla percentuale fissata nella misura del 99% l’acconto Irpef dovuto, da versare in 2 rate, sarebbe stato così determinato: I rata € 10.890 (27.225 x 40%) entro lo scorso 6.7.2011 (5.8 + 0,40%); II rata € 16.335 (27.225 x 60%) entro il prossimo 30.11.2011.
Poiché con la riduzione del 17% l’acconto Irpef 2011 “rideterminato” risulta pari a € 22.550 (27.500 x 82%) la seconda rata da versare entro il prossimo 30.9.2011 è pari a € 11.660, così individuata: acconto Irpef 2011 rideterminato (82%) € 22.550 prima rata già versata € 10.890 – seconda rata da versare entro il 30.11.2011 € 11.660.

Metodo previsionale
Quanto sopra esposto trova applicazione con riferimento ai soggetti che determinano l’acconto Irpef con il metodo storico.
Tuttavia, come noto, al contribuente è consentito determinare l’acconto Irpef anche con il metodo previsionale.
Qualora si intenda utilizzare tale facoltà in sede di determinazione della seconda rata ovvero la stessa sia già stata utilizzata in sede di determinazione della prima rata, va sottolineato che il versamento dell’acconto calcolato con il metodo previsionale sarà considerato “sufficiente” se almeno pari all’82% (e non 99%) del rigo “Differenza” del modello Unico 2012 PF.

Soggetti che hanno già versato l'acconto Irpef 2011 senza riduzione
A favore dei soggetti che alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto in esame hanno già effettuato il versamento dell’acconto Irpef 2011 calcolato applicando l’ordinaria percentuale del 99% anziché quella ridotta dell’82%, è riconosciuto un credito d’imposta, corrispondente alla maggior somma versata, utilizzabile in compensazione nel modello F24.
Al fine di poter utilizzare in compensazione nel modello F24 la somma versata in eccesso (17% dell’importo di rigo RN33), dovrà essere istituito un apposito codice tributo. Si ritiene che il contribuente possa scegliere di non fruire del “beneficio” in esame e quindi di determinare e versare l’acconto IRrpef 2011 con le modalità ordinarie (99%).

Soggetti che hanno presentato il modello 730/2011
Come sopra evidenziato tra i soggetti che possono beneficiare della riduzione dell’acconto Irpef 2011 rientrano anche:
  • i titolari di redditi di pensione;
  • i titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati che hanno presentato il modello 730/2011, per i quali il versamento degli acconti è effettuato dal sostituto d’imposta, che provvede a trattenere in busta paga gli importi dovuti, così come risultanti dal prospetto di liquidazione della dichiarazione (modello 730-4).
In merito alle modalità con le quali devono operare i sostituti d’imposta, il Decreto in esame dispone che:
  1. i sostituti d’imposta trattengono l’acconto tenendo conto del differimento”;
  2. i sostituti d’imposta che non hanno tenuto conto del differimento … restituiscono le maggiori somme trattenute nell’ambito della retribuzione del mese di dicembre 2011”.
Quindi, i sostituti d’imposta sono tenuti ad applicare la riduzione dell’acconto Irpef 2011 a tutti gli aventi diritto “automaticamente”.
Dal punto di vista operativo, ciò comporta che il sostituto deve “rideterminare” l’ammontare dell’acconto Irpef 2011 esposto nel modello 730-4 ricevuto, partendo dai dati nello stesso esposti, come di seguito illustrato:
  1. considerare l’importo complessivamente dovuto a titolo d’acconto Irpef 2011 (righi “Prima rata di acconto Irpef per il 2011” e/o “Seconda o unica rata di acconto Irpef per il 2011” del mod. 730-4);
  2. calcolare l’ammontare dell’acconto 2011 “rideterminato” con la seguente formula: acconto 2011 da mod. 730-4 x 82 : 99;
  3. all’importo così ottenuto sottrarre quanto eventualmente già trattenuto a titolo di prima rata dell’acconto.
I sostituti che hanno già operato la trattenuta dell’acconto Irpef 2011 (unica soluzione o seconda rata) senza considerare la riduzione in esame dovranno “restituire” il maggior importo trattenuto, con la retribuzione del mese di dicembre.
Il comma 6 del decreto in esame dispone altresì che “le somme restituite possono essere scomputate dal sostituto d’imposta” ai sensi del decreto Presidente della Repubblica n. 445/97.
In merito si evidenzia che, mentre i soggetti Irrpef che hanno presentato il modello Unico 2011 PF possono scegliere di non beneficiare delle disposizioni in esame, la stessa discrezionalità non sembra applicabile da parte del datore di lavoro.

Acconto imposta sostitutiva contribuenti minimi
È confermato che i contribuenti minimi possono beneficiare della riduzione del 17% dell’acconto dell’imposta sostitutiva dovuta.
Pertanto, anche tali soggetti, potranno ricalcolare l’acconto 2011 complessivamente dovuto applicando la nuova percentuale dell’82% all’importo di rigo CM14 “Differenza” e, qualora il versamento sia dovuto in 2 rate, scomputare dall’importo così ottenuto quanto già versato a titolo di prima rata.

Acconto cedolare secca
L’Agenzia delle Entrate con il citato comunicato stampa del 25 novembre 2011 estende l’applicazione della riduzione anche ai soggetti che, avendo optato per la cosiddetta “cedolare secca”, ossia per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 19% - 21% ai redditi da locazione di immobili uso abitativo, sono tenuti entro il 30 novembre 2011 al versamento del relativo acconto.
Di fatto pertanto l’acconto 2011 passa dall’85% al 68%.

Esempio
Il sig. Rossi ha concesso in locazione ad un privato un appartamento uso abitativo (rendita catastale rivalutata pari a € 1.200), stipulando un contratto “concordato” con canone annuale pari a € 6.600, decorrente dall’1.10.2011.
In sede di registrazione del contratto ha esercitato l’opzione per l’applicazione della “cedolare secca”. Per il 2011 (ottobre-dicembre) l’imposta sostitutiva sui canoni di locazione è pari a € 313,50 (550 x 3 x 19%).
In base alla percentuale fissata nella misura dell’85% l’acconto dell’imposta sostitutiva è pari a € 266,48 (313,50 x 85%).
Applicando la nuova percentuale del 68% l’acconto da versare entro il 30.11.2011 è pari a € 213,18 (313,50 x 68%).

Riduzione acconto Irpef 2012
Il comma 2 del decreto in esame prevede la riduzione dell’acconto Irpef anche per il 2012.
La riduzione, pari al 3% sarà usufruibile in sede di versamento, entro il 30 novembre 2012, della seconda o unica rata dell’acconto.
Di fatto pertanto l’acconto dovuto per il 2012 passa dal 99% al 96%.

Rag. Marco Vizzini

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