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Ritorsione e provocazione

del 05/07/2017
CHE COS'È?

Ritorsione e provocazione: definizione

Il dispositivo dell'articolo 599 del Codice Penale stabilisce, in tema di ritorsione e provocazione, che non possa essere punito chi si sia reso protagonista di una diffamazione se ciò è avvenuto a causa di uno stato d'ira che è stato determinato da un fatto ingiusto. I campi applicativi della ritorsione e della provocazione sono distinti: la prima ha a che fare unicamente con il delitto di ingiuria e fa riferimento alle offese reciproche; la seconda, invece, ha a che fare sia con il delitto di ingiuria che con quello di diffamazione, non stabilendo quale sia il fatto ingiusto che può aver portato allo stato d'ira. Non solo: la ritorsione e la provocazione si differenziano anche in base alle modalità con cui i loro effetti si dispiegano. La causa di non punibilità della prima, infatti, deriva da una valutazione del giudice del tutto discrezionale, e si può applicare o a uno solo o a tutti e due i soggetti. Nel caso di una provocazione, invece, l'autore del fatto rilevante penalmente può non essere punito indipendentemente dalle valutazioni del giudice.


COME SI FA

Quali sono le modalità applicative della ritorsione?

Essa non può essere ritenuta un motivo di giustificazione per ciò che concerne la discrezionalità applicativa del giudice: è necessaria la reciprocità, il che vuol dire che le offese devono essere interdipendenti.

Quali sono le modalità applicative della provocazione?

La provocazione può essere considerata una circostanza di esclusione della pena o una circostanza attenuante che può essere applicata a chi compie un delitto a causa di uno stato d'ira che è dovuto a un fatto ingiusto.


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Qual è la struttura della provocazione?

Sia nel caso in cui venga considerata come causa di esclusione della pena, sia nel caso in cui venga considerata come circostanza attenuante, la struttura della provocazione rimane sempre la stessa, dal momento che è legata al compimento di un fatto connesso al fatto ingiusto altrui. Non è detto che quest'ultimo debba essere per forza un fatto illecito dal punto di vista penale: si può trattare, infatti, semplicemente di un fatto che viene percepito come ingiusto dal punto di vista sociale.

2. Che rapporti ci sono tra la ritorsione e la provocazione?

Si può parlare di profili di reciproca intersezione tra la ritorsione e la provocazione, anche se la dottrina è divisa in materia: una parte, infatti, propende per ritenere sempre applicabile la scriminante della provocazione, mentre la ritorsione è applicabile in caso di ingiurie reciproche sono se il giudice ne vede i presupposti; un'altra parte, invece, considera che nel caso in cui il fatto ingiusto che provochi lo stato d'ira sia un'ingiuria non si possa parlare di provocazione ma di ritorsione.

3. Quando si applica la scriminante della provocazione?

Il presupposto di applicazione della scriminante, in base al secondo comma dell'articolo 599, è che la diffamazione o l'ingiuria vengano compiute immediatamente dopo il verificarsi del fatto ingiusto, anche se la giurisprudenza ha ampliato lo sguardo, inserendo nella casistica anche le diffamazioni a mezzo stampa, per le quali - ovviamente - non si può configurare neppure in astratto l'immediatezza di una reazione. In alcuni casi, comunque, la scriminante della provocazione può essere applicata anche se il fatto delittuoso è rivolto in direzione di un soggetto che non è lo stesso che ha compiuto il fatto in giusto, sempre che tra questi possa essere considerato il mandante del responsabile.
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