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Omicidio colposo

del 06/02/2017
CHE COS'È?

Omicidio colposo: definizione

L'omicidio colposo è un reato previsto dall'articolo 589 del Codice Penale, secondo il quale deve essere punito con la reclusione, per un periodo che va da un minimo di sei mesi a un massimo di cinque anni, chiunque provochi la morte di una persona per colpa. Il periodo di reclusione va da due a sette anni nel caso in cui la morte sia causata dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro; va da tre a dieci anni, invece, nel caso in cui il decesso sia dovuto a un incidente stradale determinato da un soggetto alla guida sotto l'effetto di sostanze psicotrope o stupefacenti o da un soggetto in stato di ebbrezza alcolica. Va ricordato che se l'omicidio colposo riguarda la morte di più di una persona, la pena che viene applicata è quella che si dovrebbe infliggere per la violazione più grave aumentata fino al tre, ma a patto che non sia di più di quindici anni.


COME SI FA

Si può parlare di tentato omicidio colposo?

No, l'omicidio colposo non può essere tentato: al massimo si può avere a che fare con il reato di lesioni personali.

In quali casi un medico può essere accusato di omicidio colposo?

Per trovare una risposta a questa domanda può essere utile fare riferimento alla sentenza n. 18573 del 2013 della Corte di Cassazione, che mette in evidenza la sussistenza di un nesso di causalità tra la morte di un paziente e il fatto che un medico non adotti tutte le misure del caso in grado di rallentare l'evolversi di una malattia acuta, non diagnosticata con colpa, sempre che sulla base del principio di contrafattualità si possa accertare che la condotta da adottare avrebbe avuto delle conseguenze positive rispetto alla sopravvivenza del soggetto malato, non causandone la morte o comunque facendo sì che il decesso si verificasse in seguito. La sentenza riguardava una vicenda che coinvolgeva il sanitario di turno impegnato in un pronto soccorso che non aveva disposto per un paziente gli accertamenti clinici che avrebbero permesso di identificare la sussistenza di una patologia cardiaca in corso, non intervenendo - quindi - con una terapia farmacologica ad hoc che avrebbe consentito al paziente di essere sottoposto a un intervento chirurgico grazie al rallentamento del decorso della patologia. 


Nel caso in cui, invece, un paziente venga sottoposto a un intervento privo di finalità terapeutiche, e quindi per scopi che non hanno a che fare con la tutela della sua salute, e il paziente stesso muoia a causa di tale intervento, il medico che ne è responsabile deve rispondere del reato di omicidio preterintenzionale. Diverso è il discorso se l'intervento ha finalità terapeutiche: in tale circostanza, la morte del paziente può portare a un'indagine per omicidio colposo, dal momento che la condotta del medico non è finalizzata a ledere né a causare il decesso del paziente. Ovviamente, ciò è vero solo se nella condotta seguita dal medico si può rintracciare la violazione di una regola cautelare. 


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. L'investimento di un pedone in strada può rientrare nella casistica degli omicidi colposi?

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