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Procedimento sommario di cognizione

del 23/01/2013
CHE COS'È?

Procedimento sommario di cognizione: definizione

Il procedimento sommario di cognizione (articoli 702 bis, 702 ter e 702 quater c.p.c.)  è stato introdotto dalla Legge 69/2009 “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile” ed è volto alla trattazione semplificata della causa all’interno del processo civile ordinario. A quest’ultimo infatti il rito sommario di cognizione si affianca e non si sostituisce lasciando all’attore l’opzione tra la tutela dei suoi diritti attraverso un procedimento ordinario ovvero un rito abbreviato soprattutto dal punto di vista istruttorio.
La cognizione in tale procedimento resta piena mentre a profilarsi come sommaria è la fase procedimentale istruttoria.
I presupposti processuali ineludibili del nuovo procedimento sono:

1) la devoluzione della causa al tribunale monocratico (restano escluse tutte le controversie elencate nell’art. 50 bis c.p.c  laddove il tribunale giudica in composizione collegiale);
2) la sommarietà della cognizione.

COME SI FA
La domanda introduttiva riveste la forma del ricorso al Tribunale monocratico competente sottoscritto dal difensore con le indicazioni del Tribunale competente, della generalità delle parti, della determinazione del petitum e della causa petendi con relative conclusioni, degli specifici mezzi di prova del nome cognome del procuratore e l’avvertimento del terzo comma dell’art.163 c.p.c.  

Il ricorso va presentato come suesposto ed il giudice designato dal Presidente del Tribunale fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti e assegna il termine per la costituzione del convenuto.
Il ricorso unitamente al decreto di fissazione d’udienza deve essere notificato al convenuto almeno trenta giorni prima della data fissata per la sua costituzione e non della data d’udienza ed il convenuto dovrà costituirsi nel termine fissato e comunque non oltre 10 giorni prima dell’udienza.
Il convenuto che si costituisce mediante deposito della comparsa di risposta dovrà: proporre le sue difese; prendere posizione sui fatti esposti dal ricorrente; formulare le conclusioni; a pena di decadenza  proporre eventuali domande riconvenzionali ed eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio ed infine chiamare in causa un terzo. Nel caso in cui il convenuto intenda chiamare in causa un terzo dovrà nella comparsa chiedere l’autorizzazione al differimento della prima udienza perché gli sia consentita la citazione del terzo.  
L’attore avrà da par suo  tempo sino alla prima udienza per provvedere alla chiamata in causa del terzo.
Qualora l’esigenza di chiamare un altro terzo sia del il primo chiamato questi dovrà concedere al suo convenuto gli stessi termini previsti per il primo convenuto.
All’udienza il Giudice potrà dichiarare con una mera ordinanza il proprio difetto di competenza per valore o territorio ovvero con un’ordinanza non impugnabile di inammissibilità il difetto di competenza in quanto Tribunale monocratico tanto sulla domanda attrice quanto sulla riconvenzionale del convenuto.
Nell’ipotesi in cui il giudice adito ritenga che sussista un difetto di sommarietà nella cognizione nella domanda principale provvederà con ordinanza a fissare l’udienza ex art. 183 c.p.c decretando così il mutamento del rito in procedimento a cognizione piena ma se il difetto di sommarietà sarà individuato nella riconvenzionale esperita dal convenuto con ordinanza potrà la separazione delle cause.
In vero la separazione delle cause sarà disposta ogniqualvolta il Giudice ravveda una connessione di tipo debole tra le cause.
Per quanto concerne al fase istruttoria il giudice procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzioni rilevanti in relazione all’oggetto della domanda ; le preclusioni maturano tutte alla prima udienza ma in caso di emendatio la parti potranno richiedere un termine per proporre nuove prove.
Le prove tipiche ed atipiche improntate al principio della celerità non rivestono sono de formalizzate e per es. si ammette CTU orale prova testimoniale senza rituale impegno e si escludono querele di falso e giudizi di verificazione.
La fase decisoria si conclude con un ordinanza: a) provvisoriamente esecutiva; b) che costituisce titolo per iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione ; c) idonea a passare in giudicato; che contiene la pronuncia sulla spese.
Si ammette l’appello avverso la decisione di primo grado entro trenta gironi dalla sua comunicazione o notificazione ma si esclude che in caso di accoglimento la Corte debba rimettere la causa al giudice di primo grado. In secondo grado saranno ammessi nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il Collegio li ritenga rilevanti ai fini della decisione oppure quando la parte dimostri di non averli potuti produrre nel corso del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile.

CHI
Alla luce dell’unica pronuncia di Cassazione pubblicata ( Cass. 11 novembre 2001 n. 23691) chiunque aspiri ad una condanna al pagamento di somme di denaro, anche se non liquide ovvero al rilascio e/o alla consegna di cose , quando la controversia non sia devoluta alla competenza del Giudice di pace per valore. Sicuramente lo strumento sembra poter ottemperare all’esigenza del recupero crediti dei prestatori d’opera intellettuale.

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