Il Professionista su misura per te
o richiedi una
Chiedi una Consulenza o Preventivo Gratuito

Rischi riconducibili alle risorse umane

del 01/02/2012
CHE COS'È?

Rischi riconducibili alle risorse umane: definizione

La recente legislazione dimostra una grande attenzione da parte dello Stato italiano verso la sicurezza e la tutela dei lavoratori.
L'articolo 9 della legge 123/2007 ha introdotto la responsabilità dell'ente collettivo in relazione ai delitti di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commessi in violazione della normativa antinfortunistica e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro.
Il cosiddetto Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (decreto legislativo 81/2008) ha novellato la precedente disposizione, a decorrere dal 15 maggio 2008, prevedendo sanzioni pecuniarie che vanno da 250 a 1000 quote (il valore della quota è determinata da giudice nel corso del procedimento) e sanzioni interdittive, non inferiore a tre mesi e non superiori all'anno, per le aziende che non rispettano le leggi in vigore.
Alla luce della nuova normativa appare quanto mai opportuno attuare una corretta gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, quale parte integrante ed essenziale della gestione aziendale.
La politica di sicurezza diviene elemento fondamentale per tutti coloro che hanno rapporti interni o esterni con l'azienda. La gestione della salute e della sicurezza sul lavoro costituisce parte essenziale nella conduzione generale dell'azienda e dei sistemi di gestione che devono precisare le modalità per individuare le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione di una seria politica aziendale di prevenzione.
Il decreto legislativo n. 231/2001, prevede una forma di esonero dalla responsabilità dell'azienda per le omissioni in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed in particolare nelle ipotesi di reati di omicidio colposo e di lesioni gravi o gravissime commesse in costanza di violazioni delle norme antinfortunistiche e di tutela della salute sul lavoro, se questa è in grado di dimostrare in sede giudiziale, di aver adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire gli infortuni e le malattie professionali (si veda il riferimento esplicito nel decreto legislativo n. 81/2008 innanzi citato)

Dott. Mario Basilico
Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Busto Arsizio
Interpressionale Srl

COME SI FA
La struttura della norma prevede la possibilità di esenzione dalle sanzioni previste dal decreto, nel caso vi siano i presupposti per la condanna dell’Ente.
La condizione necessaria è la predisposizione di ciò che la norma definisce “un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi”.
L’articolo 6 riguarda i soggetti apicali, per i quali incombe sull’Ente l’onere, al fine di beneficiare dell’esenzione, di provare che:

  • a) l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  • b) il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo;
  • c) le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione;
  • d) non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo di cui alla lettera b).
Il secondo comma individua alcuni requisiti basilari che i modelli di cui al primo comma devono rispettare:

  • a) individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati; 
  • b) prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente in relazione ai reati da prevenire;
  • c) individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati;
  • d) prevedere obblighi di informazione nei confronti dell'organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli;
  • e) introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.
La norma prevede, inoltre, che i modelli possano essere adottati sulla base dei codici di comportamento redatti dalle associazioni di categoria rappresentative degli enti.
Questo consente di avere delle linee guida sulla completezza dei modelli adottati, almeno formalmente. Il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli deve essere affidato ad un organismo dell’ente (Organismo di vigilanza), dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo.

CHI
L’Ente (qualsiasi società – di persone o di capitali – o associazione), avvalendosi delle proprie strutture e/o con l’affiancamento di professionisti qualificati, può dare corso all’implementazione di un modello organizzativo idoneo a prevenire le ipotesi di reato.
Il decreto legislativo 231/2001 prevede che sia istituito un organismo al quale affidare il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del modello, nonché di curarne l’aggiornamento.
Tale Organismo di Vigilanza (OdV) deve essere interno alla Società (articolo 6. 1, b del decreto legislativo 231/2001) e dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo.
Le Linee Guida di Confindustria suggeriscono che si tratti di un organo interno diverso dal Consiglio di Amministrazione, caratterizzato da autonomia, indipendenza, professionalità e continuità di azione.
Tale autonomia presuppone che l'OdV risponda, nello svolgimento di questa sua funzione, solo al massimo vertice gerarchico (Presidente del Consiglio di Amministrazione, Amministratore Delegato, Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale).

vota  

Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c

RISK MANAGEMENT: VOCI CORRELATE

Rischi correlati ai rapporti con i consumatori

di Dott. Mario Angelo Basilico del 31/01/2012

Le aziende che offrono beni o servizi ai consumatori sono tenute al rispetto delle norme contenute n..

Rischi ambientali

di Dott. Mario Angelo Basilico del 02/02/2012

Con la pubblicazione del decreto legislativo 7 luglio 2011, n.121 si è concluso il recepimento della..

Responsabilità amministrativa delle imprese

di Dott. Mario Angelo Basilico del 30/01/2012

Il decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 (“decreto legislativo 231/2001”), recante la “Disciplina..

La gestione integrata dei rischi aziendali

di Dott. Mario Angelo Basilico del 31/01/2012

Il risk management è una disciplina molto ampia che abbraccia tutti i rischi aziendali e che, attrav..