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Processo di esecuzione: pignoramento

del 08/01/2013
CHE COS'È?

Processo di esecuzione pignoramento: definizione

Il primo atto del processo di esecuzione è costituito dal pignoramento, il quale consiste in un’ingiunzione al debitore, da parte dell'ufficiale giudiziario, di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano alla espropriazione e i frutti di essi.
 L’ingiunzione deve anche avvertire il debitore che, ai sensi dell'articolo 495, può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese, oltre che delle spese di esecuzione. L’istanza di sostituzione, a pena di inammissibilità, deve essere depositata in cancelleria prima della vendita o dell'assegnazione, unitamente ad una somma non inferiore ad un quinto dell'importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale. Nell’atto di pignoramento deve altresì essere contenuto l'invito al debitore ad effettuare presso la cancelleria del giudice competente per l'esecuzione la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario, con l'avvertimento che, in mancanza ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni saranno effettuate presso la cancelleria stessa.
 L’art. 502 c.p.c. stabilisce, in parziale deroga a quanto previsto in linea generale, che per l'espropriazione delle cose date in pegno e dei mobili soggetti ad ipoteca si seguono le norme del codice di rito, ma l'assegnazione o la vendita può essere chiesta senza che sia stata preceduta da pignoramento, così privando tale ultimo atto della propria tipica funzione di atto iniziale dell’esecuzione.
Particolari tipi di pignoramento sono previsti in materia di brevetti industriali, (RR.DD. 29 giugno 1939, n. 1127 e 5 febbraio 1940, n. 244), di beni spettanti ad uno Stato estero (R.D.L. 30 agosto 1925, n. 1621), riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato (R.D. 14 aprile 1910, n. 639), riscossione delle imposte sul reddito (D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602), riscossione delle semestralità dovute agli istituti di credito fondiario (R.D. 16 luglio 1905, n. 646).
È espressamente stabilito che più creditori possono colpire il medesimo bene con unico pignoramento, ed inoltre che un unico bene possa essere assoggettato al pignoramento di più creditori; tuttavia, ogni singolo atto esecutivo ha effetti indipendenti, anche se è unito agli altri in unico processo.
 Il debitore può evitare il pignoramento versando nelle mani dell'ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l'importo delle spese, con l'incarico di consegnarli al creditore, se del caso con riserva di ripetere la somma.
Ai sensi dell’art. 497 c.p.c., il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi novanta giorni senza che sia stata richiesta l'assegnazione o la vendita.

COME SI FA
Come visto, il pignoramento è un atto dell’ufficiale giudiziario, il quale vi provvede dietro istanza del creditore munito di titolo esecutivo, e previa verifica del titolo e dell’adempimento delle formalità eventualmente richieste dalla legge (ad esempio, la notifica dell’atto di precetto, il decorso del termine dilatorio di dieci giorni di cui all’art. 480, primo comma, c.p.c., ovvero del mancato decorso di quello di inefficacia di novanta giorni di cui all’art. 481 c.p.c.).
La forma dell’atto di pignoramento, e della corrispondente richiesta del creditore, muta in ragione della natura dei beni oggetto di aggressione, in particolare dovendosi differenziare le ipotesi di espropriazione di beni mobili nella disponibilità del creditore, di beni mobili nella disponibilità di terzi e di crediti del debitore stesso presso terzi, e di beni immobili.
Quanto alla prima categoria, a seguito di istanza del creditore, l'ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, può ricercare le cose da pignorare nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti, o sulla sua stessa persona. All’occorrenza, può essere prestata l'assistenza della forza pubblica.
L’art. 514 c.p.c. esclude la pignorabilità, assieme a quanto dichiarato impignorabile da speciali disposizioni di legge, delle cose sacre e di quelle che servono all'esercizio del culto; dell'anello nuziale, dei vestiti, della biancheria, dei letti, dei tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, di guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe e fornelli di cucina, lavatrice, utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi (salvo l’eventuale rilevante valore economico di tali beni, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato); dei beni commestibili e combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente; delle armi e degli oggetti che il debitore ha l'obbligo di conservare per l'adempimento di un pubblico servizio; delle decorazioni al valore, lettere, registri e in generale degli scritti di famiglia, nonché dei manoscritti, salvo che formino parte di una collezione.
A seguito della miniriforma del 2006, è oggi possibile pignorare gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore.
Gli artt. 515 e 516 c.p.c., invece, individuano categorie di beni pignorabili solo alle particolari condizioni ivi indicate.
L’ufficiale giudiziario redige processo verbale delle operazioni di pignoramento, nel quale dà atto dell'ingiunzione di cui all'articolo 492 e descrive le cose pignorate ed il loro stato mediante rappresentazione fotografica ovvero altro mezzo di ripresa audiovisiva, determinandone approssimativamente il valore di realizzo.
 Se il debitore non è presente, l'ufficiale giudiziario rivolge l'ingiunzione alle persone indicate nell'articolo 139, secondo comma, c.p.c., e consegna loro un avviso dell'ingiunzione stessa per il debitore. In mancanza di dette persone affigge l'avviso alla porta dell'immobile in cui ha eseguito il pignoramento. Il processo verbale, il titolo esecutivo e il precetto devono essere depositati in cancelleria entro le ventiquattro ore dal compimento delle operazioni. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell'esecuzione. L’ufficiale giudiziario trasmette copia del processo verbale al creditore e al debitore che lo richiedono a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando ciò non è possibile, a mezzo telefax o a mezzo posta ordinaria.
Qualora l’espropriazione a mezzo pignoramento colpisca beni mobili nella disponibilità di soggetti diversi dal debitore, ovvero crediti di costui, esso si esegue mediante atto notificato personalmente al terzo e al debitore a norma degli articoli 137 e seguenti.
L'atto, redatto dal creditore istante, deve contenere, oltre all'ingiunzione di cui sopra, l'indicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto, nonché delle cose o delle somme dovute e l'intimazione al terzo di non disporne senza ordine di giudice; la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente; la citazione del terzo e del debitore a comparire davanti al giudice del luogo di residenza del terzo, affinché questi faccia la dichiarazione di cui all'articolo 547 e il debitore sia presente alla dichiarazione e agli atti ulteriori, con invito al terzo a comparire quando il pignoramento riguarda i crediti di cui all'articolo 545, commi terzo e quarto, e negli altri casi a comunicare la dichiarazione di cui all'articolo 547 al creditore procedente entro dieci giorni a mezzo raccomandata. L'udienza di comparizione deve essere indicata nel rispetto del termine previsto nell'articolo 501 c.p.c.
Non possono essere pignorati i crediti alimentari, tranne ove si proceda per causa di alimenti e sia stata ottenuta autorizzazione del tribunale o di un giudice delegato e comunque solo per la parte dal medesimo determinata mediante decreto; non possono inoltre essere pignorati i crediti aventi ad oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell'elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza. Le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altra indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal tribunale o da un giudice da lui delegato, e comunque non oltre la misura di un quinto. Ove invece vengano aggrediti beni immobili, il pignoramento immobiliare si esegue mediante notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto nel quale si indicano, con gli estremi richiesti per l'individuazione dell'immobile ipotecato, i beni e i diritti immobiliari che si intendono sottoporre a esecuzione, e si fa al debitore l'ingiunzione prevista nell'articolo 492 c.p.c.
Immediatamente dopo la notificazione l'ufficiale giudiziario consegna copia autentica dell'atto con le note di trascrizione al competente conservatore dei registri immobiliari, che trascrive l'atto e gli restituisce una delle note. Tale attività può essere compiuta anche dal creditore pignorante, al quale l'ufficiale giudiziario, se richiesto, deve consegnare gli atti di cui sopra.
Insieme agli immobili possono essere pignorati i mobili che lo arredano, quando appare opportuno che l'espropriazione avvenga unitamente. In tal caso l'ufficiale giudiziario forma atti separati per l'immobile e per i mobili. L'ufficiale giudiziario che ha eseguito il pignoramento deve depositare immediatamente nella cancelleria del tribunale competente per l'esecuzione l'atto di pignoramento e, appena possibile, la nota di trascrizione restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari.
Il creditore pignorante deve depositare il titolo esecutivo e il precetto entro dieci giorni dal pignoramento e, nell'ipotesi in cui abbia provveduto personalmente alla trascrizione del pignoramento nei registri immobiliari, la relativa nota, non appena restituitagli dal conservatore.

CHI
Come si è già avuto modo di osservare, il pignoramento, in ogni sua forma, è un atto dell’ufficiale giudiziario, il quale, però, vi può provvedere solo dietro impulso del creditore munito di titolo esecutivo, e che abbia adempiuto agli oneri richiesti dalla legge.
A ciò fa eccezione quanto previsto in tema di trascrizione dell’atto di pignoramento immobiliare, attività che può essere compiuta personalmente dal creditore pignorante, se ne fa richiesta all’ufficiale giudiziario.
Tale impulso viene dato mediante istanza orale, atto di citazione a comparire in giudizio o istanza scritta a seconda della natura dei beni, secondo le tre diverse tipologie viste sopra.

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