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Processo del lavoro e delle locazioni: decisione

del 27/11/2015
CHE COS'È?

Processo del lavoro e delle locazioni decisione: definizione

Il rito del lavoro è, in gran parte, analogo rispetto al rito delle locazioni: tutti e due si contraddistinguono per la concentrazione delle attività processuali, soprattutto in quanto le prove vanno richieste insieme all'allegazione del fatto cui si riferiscono. Vi sono, comunque, delle differenze tra i poteri istruttori che spettano al giudice nel processo delle locazioni e i poteri istruttori che spettano al giudice nel processo del lavoro: in quest'ultimo, infatti, il giudice ha la facoltà di disporre di ufficio l'ammissione di qualunque mezzo di prova, in qualsiasi momento, anche oltre i limiti del codice civile. Al contrario che nel lavoro, invece, nel processo delle locazioni i mezzi di prova possono essere ammessi sono nei limiti sanciti dal codice civile. Nel rito delle locazioni, poi, l'ispezione può essere disposta di ufficio, come nel rito ordinario, mentre nel rito del lavoro il giudice può disporre l'ispezione del luogo di lavoro unicamente su istanza di parte. 


COME SI FA

Che cos'è, di preciso, il processo delle locazioni?

L'articolo 447 bis del Codice di Procedura Civile stabilisce che le cause che riguardano i rapporti di comodato e di locazione relativi a immobili urbani, e quindi non con destinazione agricola, debbano essere assoggettati a un rito speciale; lo stesso vale per le cause che hanno a che fare con l'affitto delle aziende. Questo rito è, appunto, il processo delle locazioni, che somiglia molto a quello del lavoro. Benché non vi siano norme per cui le controversie locative debbano essere attribuite alla competenza per materia di un giudice, tali controversie non sono attribuite alla competenza per valore (a differenza di quello che avviene per tutte le cause, per cui la competenza per materia non esiste), in quanto effettivamente fanno parte della competenza per materia del tribunale. In realtà, in origine la competenza per materia era del pretore, e di conseguenza è passata al tribunale nel momento in cui la figura del pretore è stata soppressa.


CHI

Il giudice competente. 


FAQ

1. Come viene attribuita la competenza nel processo del lavoro?

In materia di lavoro, di assistenza obbligatoria e di previdenza, le controversie sono di competenza del tribunale in composizione monocratica in funzione di giudice del lavoro (dal 1999: in precedenza, come detto, la competenza era del pretore). Stante la competenza per materia, il tribunale è competente alla conoscenza di tutte le controversie, a prescindere dal loro valore. Nel caso in cui la controversia riguardi rapporti di agenzia, di collaborazione coordinata e continuativa o di rappresentanza commerciale, la competenza esclusiva spetta al giudice del luogo in cui è domiciliato il lavoratore. Per l'assistenza obbligatoria e la previdenza, invece, la competenza territoriale deriva dalla residenza dell'attore. 

2. Come si svolge il primo grado di giudizio?

Tramite un ricorso, viene proposta la domanda. Il ricorso contiene le generalità del ricorrente e del convenuto, l'indicazione del giudice, l'esposizione dei fatti, la determinazione dell'oggetto della domanda, le ragioni di diritto su cui la domanda si basa, l'indicazione dei documenti prodotti e in generale dei mezzi di prova e le conclusioni. L'udienza deve tenersi entro sessanta giorni dalla data in cui il ricorso è stato presentato, e per le parti c'è l'obbligo di presenza. Almeno dieci giorni prima dell'udienza il convenuto è tenuto a costituirsi in giudizio: in caso contrario, non può sollevare eccezioni. All'interno della memoria difensiva, il convenuto deve proporre le proprie difese prendendo posizione su ciò che gli viene contestato, depositando i documenti che giudica rilevanti e indicando i mezzi di prova.

3. Qual è il valore della decisione?

La sentenza è immediatamente esecutiva, anche se ci sono alcuni casi in cui l'esecutività può essere sospesa: per esempio, quando tale esecuzione potrebbe arrecare al datore di lavoro un cosiddetto "gravissimo danno". 
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