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Giudice e gradi di giudizio

del 15/03/2011
CHE COS'È?

Giudice e gradi di giudizio: definizione

Il giudice è un soggetto terzo, estraneo alle parti del giudizio al quale l'ordinamento attribuisce il diritto / dovere di giudicare una causa sottoposta al suo esame.
Il giudice non può sottrarsi all'obbligo di giudicare.
I giudici possono essere di primo grado o di secondo grado (detto anche Appello). Vi è poi un grado superiore di giudizio che si svolge davanti alla Corte di Cassazione.
I giudici di primo grado (Giudice di Pace, Tribunale Civile o Penale, Tribunale Amministrativo Regionale, detto anche TAR, Tribunale delle Acque) giudicano le cause nuove che vengono sottoposte alla loro decisione.
I giudici di secondo grado (detti anche d’Appello) – Corti d’Appello per le cause civili e penali e Consiglio di Stato per le cause amministrative  – giudicano le cause che sono già state oggetto di decisione da parte di un giudice di primo grado.
Il grado superiore di giudizio (Corte di Cassazione) giudica – nella quasi totalità dei casi – sulle cause che sono state oggetto dei precedenti due gradi di giudizio.
I giudizi di primo e secondo merito vengono detti "di merito" mentre quelli avanti alla magistratura superiore sono definiti "di legittimità".
Nei giudizi di merito il giudice (di primo o secondo grado) valuta la ragione delle domande proposte dalle parti interpretando i fatti posti a base delle domande stesse sulla base delle prove offerte nel giudizio.
Nei giudizi di legittimità il Giudice verifica se il giudice di merito ha correttamente applicato i principi e le norme di diritto destinate a regolare la controversia, non entra invece nel merito del "fatto giuridico" accertato dal giudice precedente.

Avv. Maurizio Sala
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avvocato Maurizio Sala


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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

sebastiano

21/01/2012 19:12:46

io la butto lì!
Nel giudizio di legittimità, sembrerebbe che il giudice della corte di cassazione, debba giudicare l'operato del collega, cioè del "giudice di merito".
quindi mi chiedo, qualora evidenziasse (e succede tantissime volte) che il giudice di merito non ha applicato correttamente i principi e le norme che hanno espresso il giudizio, non dovrebbe essere quest'ultimo a pagare?
magari è già così, naturalmente glie lo sto domandando da ignorante della materia.
grazie

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