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Compravendita: garanzia per vizi

Ordine degli Avvocati di Milano

Aggiornato al 06/06/2011

CHE COS'È
Il codice civile (articolo 1490) stabilisce che il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. La norma prevede anche che il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa. La garanzia non è dovuta se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa oppure se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo in questo caso che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi. 
In presenza dei vizi di cui all'articolo 1490 codice civile il compratore può domandare a sua scelta: 
  1. la risoluzione del contratto ovvero
  2. la riduzione del prezzo.
Nel primo caso, l’azione comporta lo scioglimento del contratto, mentre nel secondo il contratto rimane in vigore e si tende solo ad attenere una riduzione del prezzo pagato. La scelta tra l’una e l’altra azione è libera, purché il difetto abbia le caratteristiche richieste dall'articolo 1490 codice civile (vizi che rendono la cosa inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore). 
Il tutto fatta salva l’ipotesi che, per determinati vizi, gli usi escludano la risoluzione; così dispone infatti l’articolo 1492 codice civile. 
In ogni caso il venditore è tenuto verso il compratore al risarcimento del danno, se non prova di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa. Il venditore deve altresì risarcire al compratore i danni derivati dai vizi della cosa (articolo 1494 codice civile). 
E’ importante sottolineare che la legge pone dei termini molto stretti all'acquirente per potersi valere della tutela giuridica: l’onere di denuncia dei vizi deve infatti avvenire nel termine di 8 giorni dalla scoperta, che condiziona sia l’esercizio dell’azione di risoluzione e dell’azione di riduzione del prezzo previste dall'articolo 1492 codice civile, sia quella di risarcimento dei danni prevista dall’articolo 1494 codice civile. 
La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o l’ha occultato. L’azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna (questo è quanto previsto dall'articolo 1495 codice civile).

Avv. Luca Amati
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Amati, Biavaschi e Associati
COME SI FA
Il primo onere del compratore che ha ricevuto un bene non immune da vizi è dunque quello di denunciare il vizio entro un brevissimo termine ed il mancato adempimento di questo onere implica la decadenza dal diritto alla garanzia ed al risarcimento dei danni. Quanto alla forma della denuncia va detto che non occorrono formule sacramentali e neppure la forma scritta, essendo validamente effettuata anche la denuncia orale (ancorché ai fini probatori sia certamente più conveniente una denuncia scritta). 
Anche per ciò che riguardo il contenuto della denuncia dei vizi non sono previste particolari condizioni, essendo sufficiente, in una prima fase, anche una contestazione sommaria, salvo precisare in un secondo momento la natura e le entità dei vizi riscontrati. 
Il termine per la denuncia decorre dalla scoperta del vizio. Per scoperta del vizio si intende il momento in cui il compratore abbia acquistato la certezza obiettiva e completa (e non un semplice sospetto) che il vizio sussista.
In seguito, se il venditore non dovesse riconoscere il vizio e procedere spontaneamente all'adempimento obbligazioni restitutorie e risarcitorie sarà necessario promuovere un giudizio avanti al Tribunale competente.
CHI
E’ consigliabile, vista la delicatezza della materia ed i valori solitamente implicati, rivolgersi all’assistenza di un legale qualificato.
FAQ

È possibile anche chiedere la sostituzione o la riparazione?

No, la sostituzione e la riparazione sono previsti come rimedi solo dalla disciplina del codice del consumo per i contratti del consumatore. Secondo la disciplina codicistica invece gli unici rimedi esperibili sono la risoluzione o la riduzione del prezzo. E' tuttavia possibile che sia il venditore che si offra spontaneamente di riparare o sostituire il bene; in tale ipotesi secondo la giurisprudenza prevalente, non vengono comunque meno, salva una volontà diversa dei contraenti, gli obblighi di garanzia originari.

La garanzia per i vizi è dovuta anche se il compratore ne conosceva l'esistenza quando ha concluso il contratto?

No in tale ipotesi il codice non concede la garanzia così come la esclude ove i vizi fossero, alla data della conclusione del contratto, facilmente riconoscibili. La garanzia è però dovuta anche in tali ipotesi qualora il venditore abbia dolosamente occultato i vizi medesimi.

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