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Contenzioso tributario: gratuito patrocinio

del 18/02/2016
CHE COS'È?

Contenzioso tributario gratuito patrocinio: definizione

Il gratuito patrocinio per il contenzioso tributario rappresenta la risposta all'esigenza e al diritto, di tutti i contribuenti, di essere difesi: anche nel caso in cui essi non siano in grado di sostenere tale difesa dal punto di vista economico, e quindi non possano pagarla. Ecco, quindi, che ai non abbienti viene garantito il diritto di difendersi di fronte alle commissioni tributarie, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 24 della Costituzione. Per usufruire di questo beneficio, il limite di reddito attualmente previsto è di 10.766 euro e 33 centesimi, come specificato dal Decreto del Ministero della Giustizia del 2 luglio del 2012. La parte III del Dpr numero 115 del 30 maggio del 2002 disciplina il patrocinio a spese dello Stato, precisando, al comma 2 dell'articolo 76, che nel caso in cui la persona viva con il coniuge o con un altro familiare è necessario prendere in considerazione la somma dei redditi. Va detto, comunque, che per ogni familiare convivente la soglia di reddito deve essere aumentata di 1.032 euro e 91 centesimi. Infine, per determinare il reddito imponibile occorre tenere in considerazione i redditi soggetti a imposta sostitutiva e quelli esenti dall'Irpef a norma di legge.


COME SI FA

Quali sono le condizioni per cui una persona può essere ammessa al gratuito patrocinio?

Per avere diritto al gratuito patrocinio in un contenzioso tributario sono necessarie due condizioni: non solo lo stato di povertà, ma anche il cosiddetto fumus boni iuris, che corrisponde alla probabilità di un esito della causa favorevole. L'istanza deve essere accompagnata da una documentazione che testimoni lo stato di povertà del contribuente: non è indispensabile essere nullatenenti, ma semplicemente trovarsi in una condizione economica che rende impossibile sostenere i costi che deriverebbero da un processo tributario.

Qual è la procedura da seguire?

Bisogna presentare l'istanza, e tutti i documenti annessi, presso la Segreteria della Commissione Tributaria in cui opera una Commissione per il Patrocinio a Spese dello Stato; fino a quando l'udienza di trattazione non viene celebrata, è possibile formulare la richiesta, anche nel corso del giudizio. 


CHI

I giudici tributari. Per la difesa gratuita, un avvocato, un dottore commercialista, un consulente del lavoro o un ragioniere. 


FAQ

1. Da chi è composta la Commissione per il Patrocinio a Spese dello Stato?

La composizione è variegata: oltre al presidente di sezione della Commissione Tributaria devono esserci un giudice designato dal presidente e un rappresentante delle categorie professionali abilitate alla difesa tributaria, che invece viene nominato dal presidente tra tre possibili opzioni indicate dall'ordine professionale. Per i giudici tributari della commissione sussiste l'obbligo di astenersi dai processi che hanno a che fare con controversie che hanno esaminato in precedenza da componenti della commissione. 

2. Come avviene la concessione del gratuito patrocinio?

Dopo che è stata presentata l'istanza, la commissione ha dieci giorni di tempo per decidere se concedere o meno il beneficio, tenendo conto di tutti gli elementi messi a disposizione dal richiedente. La commissione informa il contribuente riferendogli la data in cui l'istanza verrà trattata, anche se in alcuni casi tale comunicazione è assente e viene trasmesso unicamente l'esito. L'esame della pratica può essere sospeso nel caso in cui manchino dei documenti, così che si possa richiedere e ottenere l'integrazione della documentazione. Il difensore può essere scelto tra consulenti del lavoro, avvocati, ragionieri e dottori commercialisti: tutti professionisti che, ovviamente, sono abilitati alla difesa tributaria. 
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