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Patti parasociali

del 07/07/2016
CHE COS'È?

Patti parasociali: definizione

I patti parasociali sono contratti che intercorrono fra i soci di una società per azioni e risultano vincolanti soltanto per coloro che vi hanno aderito.
I patti parasociali, o sindacati, possono essere stipulati a tempo determinato o indeterminato, e, attesa la loro efficacia inter partes, l’eventuale inadempimento di taluno dei soci aderenti non implica inefficacia o invalidità degli atti compiuti, ma – esclusivamente - l’onere per il socio inadempiente di risarcire il danno patito dagli altri soci aderenti.


In merito, la giurisprudenza di merito ha puntualmente chiarito che i patti parasociali vincolano “per definizione esclusivamente i soci contraenti, e non anche la società che è, rispetto al patto stesso, terza” e che “il vincolo discendente da tali patti opera su un terreno esterno a quello dell'organizzazione sociale. I patti parasociali non sono dunque opponibili alla società, salvo che la stessa non vi partecipi con la regolare ed espressa rappresentanza dei suoi organi e non riconosca ed assuma i relativi obblighi con atto degli organi competenti e nelle forme di legge.”
Di conseguenza, occorre tenere “distinti gli aspetti del "sociale" e del "parasociale", con particolare riguardo ai regimi di efficacia, di validità ed ai corrispondenti vizi, per modo che alle speciali norme dettate per le società e per l'invalidità delle delibere si contrappongono le norme generali del contratto applicabili ai patti parasociali” (Tribunale di Milano, 6.3.2006, in Giustizia a Milano, 2006, III, pag. 22).


Tanto chiarito, occorre operare una distinzione fra patti stipulati dai soci di una s.p.a. quotata e patti stipulati dai soci di una s.p.a. non quotata.
a) Patti parasociali stipulati dai soci di una s.p.a. quotata in mercati regolamentati
Quanto alla prima tipologia societaria, soccorrono le disposizioni di cui agli articoli 122 e seguenti decreto legislativo 58/98 (cosiddetto T.U.F.), che distinguono diversi tipi di patti, in qualunque forma stipulati:


  • patti che hanno ad oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle s.p.a. o nelle società che le controllano e patti che istituiscono obbligo di preventiva consultazione per l’esercizio del diritto di voto nelle s.p.a. o nelle società che le controllano (cosiddetti sindacati di voto);
  • patti che pongono limiti al trasferimento delle azioni o di strumenti finanziari che attribuiscono diritti in ordine all’acquisto di azioni o, ancora, che prevedono l’acquisto di azioni e dei predetti strumenti (cosiddetti sindacati di blocco);
  • patti che hanno per oggetto o per effetto l’esercizio di una influenza dominante sulla società (cosidetti sindacati di controllo)
  • patti che favoriscono o contrastano il conseguimento degli obiettivi di un’offerta pubblica di acquisto o di scambio, ivi inclusi gli impegni a non aderire.

La durata massima dei patti in esame è di 3 anni (rinnovabili), qualora invece il patto sia stipulato a tempo indeterminato è dato agli aderenti diritto di recesso con preavviso di 6 mesi.


b) Patti parasociali stipulati dai soci di una s.p.a. non quotata
Gli articoli 2341 bis e 2341 ter dettano invece la disciplina in tema di patti parasociali stipulati dai soci di una s.p.a. non quotata.
Anche in questo caso sono previste ipotesi specifiche di accordi e, in particolare, sono presi in considerazione quei patti che hanno ad oggetto il diritto di voto nelle s.p.a. e nelle società che le controllano (cosiddetti sindacati di voto), i patti che pongono limiti al trasferimento delle partecipazioni in s.p.a. o in società che le controllano (cosiddetti sindacati di blocco) e, infine, i patti che hanno ad oggetto o per effetto l’esercizio di una influenza dominante sulla società (cosiddetti sindacati di controllo).
La durata massima è fissata in 5 anni ed in caso di patto a tempo indeterminato è dato diritto di recesso al socio con preavviso previsto in 180 giorni.


Va peraltro rilevato che, in seno ai diversi generi di patti parasociali, la prassi ha elaborato molteplici tipologie di clausole: si pensi, ad esempio, nel novero dei cosiddetti sindacati di blocco:


  • alle clausole di look up che prevedono l’impossibilità di alienare la propria partecipazione per un periodo pre-determinato di tempo;
  • alle clausole di prelazione o di gradimento (come noto, inseribili anche nello statuto);
  • alle clausole di take along, (anch’esse di sovente presenti negli statuti) con le quali un socio si obbliga a fare in modo che l’acquirente della propria partecipazione si obblighi ad acquistare anche le partecipazione dei soci che dichiarino di voler alienare le proprie partecipazioni;
  • alle clausole di drag along, che consentono al socio di maggioranza, qualora intenda alienare ad un terzo la propria partecipazione, di imporre agli altri soci (di minoranza) l’obbligo di vendere congiuntamente le proprie partecipazioni alle medesime condizioni.


In tema di sindacati di voto, invece, la prassi ha distinto fra sindacati che stabiliscono volta per volta come votare attraverso una delibera di un organo interno al patto (cosiddetto comitato direttivo) e sindacati che invece stabiliscono una volta per tutte l’orientamento del voto, e, pertanto, non necessitano di organi interni.

Avv. Giovanni Trapanese
Ordine degli Avvocati di Ancona
Andreano Studio Legale S.t.P.


COME SI FA

Patti parasociali: come si formalizzano?

Come già anticipato, i patti parasociali sono contratti, ma, attesa la rilevanza e l’incidenza che essi possono assumere nel corso della vita della compagine sociale, sono previste una serie di tutele volte – principalmente – a garantirne un’adeguata pubblicità conoscenza in capo a soci e terzi.

Con particolare riferimento ai patti parasociali stipulati in seno ad una s.p.a. quotata, il t.u.f. prevede che entro 5 giorni dalla stipula il patto debba essere comunicato alla Consob e alle società con azioni quotate, che lo stesso sia pubblicato per estratto sulla stampa quotidiana e che sia infine depositato presso il registro delle imprese.
In difetto, il patto è nullo, ed il diritto di voto (nel caso di sindacato di voto) inerente alle azioni quotate per le quali non sono stati adempiuti detti obblighi non può essere esercitato.
Va tuttavia rilevato che gli oneri di comunicazione cui si è detto non sono previsti per i patti, in qualunque forma stipulati, aventi ad oggetto partecipazioni complessivamente inferiori alla soglia indicata all'articolo 120, comma 2 TUF, ovvero, il 2% del capitale sociale.

Per quanto attiene, invece, i patti parasociali stipulati dai soci di una s.p.a. con azioni non quotate, l’articolo 2341 ter codice civile prevede specifiche forme di pubblicità soltanto nel caso in cui le società emittenti facciano ricorso al mercato del capitale di rischio (senza, ovviamente, essere quotate): in tale ipotesi i patti devono essere comunicati alla società ed all’apertura dell’assemblea, la relativa dichiarazione dev’essere trascritta nel verbale di assemblea e questo dev’essere infine depositato presso il registro delle imprese.
In mancanza i possessori delle azioni cui si riferisce il patto non possono esprimere il proprio voto (cosiddetta sterilizzazione del voto) e, qualora ciò avvenisse comunque, la delibera è impugnabile ex articolo 2377.


CHI

I patti parasociali sono veri e propri contratti stipulati dai soci e redatti, di norma, dinnanzi ad un Notaio che ne cura l’omologazione e, ove obbligatorio, il deposito presso il registro delle imprese.


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