Spa assemblea: definizione
Normalmente le assemblee degli azionisti sono convocate dagli amministratori nella sede della società, salvo che lo statuto sociale non disponga diversamente: spesso, infatti, lo statuto autorizza gli amministratori a convocare l’assemblea anche in luogo diverso dalla sede sociale, per far fronte a specifiche esigenze organizzative e/o pratiche.
Le assemblee degli azionisti si distinguono in ordinarie e straordinarie: trattasi sempre dello stesso organo, solo con diverse competenze e diversi quorum necessari per la validità delle relative delibere, come di seguito si vedrà in dettaglio.
In particolare, sono demandate all’assemblea straordinaria, il cui verbale deve essere necessariamente redatto da un notaio, le modifiche dell’atto costitutivo, l’emissione di prestiti obbligazionari, la nomina e determinazione dei poteri dei liquidatori, l’aumento, la riduzione e la reintegrazione del capitale sociale, lo scioglimento anticipato della società; tutte le altre materie sono di competenza dell’assemblea ordinaria, salvo che lo statuto sociale non disponga diversamente.
L’assemblea degli azionisti, sia ordinaria che straordinaria, deve essere convocata dagli amministratori mediante la pubblicazione del relativo avviso sulla Gazzetta Ufficiale ovvero su uno dei quotidiani eventualmente indicati nello statuto almeno 15 giorni prima della data stabilita per l’adunanza; nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, lo statuto può prevedere che in luogo della predetta pubblicazione, l’avviso possa essere comunicato ai soci con qualunque mezzo che possa garantire l’avvenuto ricevimento almeno 8 giorni prima dell’assemblea.
L’assemblea degli azionisti può essere validamente costituita anche senza l’osservanza delle predette formalità previste per la convocazione: l’articolo 2366 codice civile, infatti, espressamente riconosce piena validità alle assemblee nelle quali è rappresentato sia l’intero capitale sociale che la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo.
Al fine di garantire anche agli azionisti di minoranza la possibilità di poter partecipare attivamente alla vita sociale, è previsto a carico degli amministratori l’obbligo di convocare celermente l’assemblea quando ne è fatta domanda da tanti soci che rappresentino almeno 1/20 del capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio ovvero ad 1/10 in tutti gli altri casi ovvero la minore percentuale eventualmente prevista nello statuto; nella domanda sono indicati gli argomenti da trattare.
L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando è rappresentata almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta, salvo che lo statuto non richieda una maggioranza più elevata; quella straordinaria quando è rappresentata più della metà del capitale sociale, salvo che lo statuto non richieda una maggioranza più elevata e delibera con il voto favorevole di almeno i 2/3 del capitale rappresentato nell’assemblea stessa.
Qualora non siano raggiunte le predette quote di capitale e l’avviso lo abbia previsto, è possibile una seconda convocazione in un giorno successivo a quello indicato per la prima convocazione: in tal caso l’assemblea ordinaria è validamente costituita qualunque sia la parte di capitale rappresentato e delibera a maggioranza assoluta; l’assemblea straordinaria, invece, è validamente costituita quando è rappresentato oltre 1/3 del capitale sociale e delibera con il voto favorevole di almeno i 2/3 del capitale rappresentato.
In entrambi i casi lo statuto sociale può prevedere delle maggioranze più elevate, tranne che per l’approvazione del bilancio e per la nomina e la revoca delle cariche sociali.
I soci possono partecipare personalmente alle adunanze ovvero farsi rappresentare: in tal caso la rappresentanza deve essere conferita per iscritto e i relativi documenti devono essere conservati dalla società.
L’assemblea è disciplinata dal presidente che, unitamente al segretario, vengono nominati dai presenti, salvo che lo statuto non disponga diversamente; al termine dei lavori il segretario redige apposito verbale che viene sottoscritto anche dal presidente; nel caso di assemblea straordinaria il verbale viene redatto dal notaio.