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Molestia olfattiva: condanna per la puzza di fritto

del 06/04/2017
di: Redazione
Molestia olfattiva: condanna per la puzza di fritto

Con la sentenza numero 14467 del 24 marzo 2017, la terza sezione Penale della Corte di Cassazione ha condannato per molestia olfattiva una famiglia che i condòmini del palazzo mal sopportano a causa dei ripetuti e insopportabili odori molesti.

La molestia olfattiva è assimilabile al volume della musica, al latrare dei cani, al rumore proveniente da una casa e percepito nitidamente dagli inquilini di un’altra abitazione: la puzza di frittura di per sé non è un reato ma lo diventa se supera il limite di tollerabilità per garantire una civile convivenza con i vicini e nel condominio.

Nell’emettere la sentenza, la Cassazione ha sottolineato che “quando non esiste una predeterminazione normativa dei limiti delle emissioni, si deve avere riguardo, condizione nella specie sussistente, al criterio della normale tollerabilità di cui all’art. 844 c.c.”.

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