Chiunque lavori come dipendente si sarà trovato di fronte a un dilemma: si può usare la posta di lavoro per motivi personali? Il 2 novembre scorso la Corte di Cassazione ha provato a fare chiarezza su questo tema: il comportamento di un dipendente che, anche a fronte di ripetuti avvisi del datore di lavoro, continui a utilizzare la posta elettronica aziendale per motivi privati non potrà essere licenziato per giusta causa.
Una sentenza che ha destato non poche perplessità nella Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, “perché legittima l’azione di quel dipendente che, esplicitamente e coscientemente, utilizzi a fini personali strumenti informatici di cui dispone in ragione della posizione professionale ricoperta in azienda”.
Per la Cassazione, comunque, per consentire il licenziamento per giusta causa (ex articolo 2119 del codice civile) del lavoratore, servono ulteriori elementi che rendano più grave quello che gli ermellini considerano “peccato veniale”: se, ad esempio, il dipendente impiega la posta d’ufficio per commettere qualche reato o se, utilizzando la mail aziendale, sospende l’attività lavorativa procurando un grave danno all’azienda, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento in tronco del dipendente.
