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Evasione fiscale, la Cassazione sul verbale Gdf

del 04/02/2015
di: la redazione
Evasione fiscale, la Cassazione sul verbale Gdf
La sentenza n. 4919 del 3 febbraio 2015 della Corte di Cassazione si discosta rispetto alle posizioni giurisprudenziali già espresse. Il giudice del processo penale, viene disposto, non può fondare le accuse solo sul lavoro svolto dalla Guardia di Finanza ma devono essere effettuate altre indagini. Il processo verbale della Guardia di Finanza è infatti insufficiente a radicare un’accusa per evasione fiscale e soprattutto a far ritenere superata la soglia di punibilità. La terza sezione penale della Cassazione afferma: “se è necessario aspettare i risultati complessivi dell’accertamento per valutare se vi sia stato o meno il superamento della soglia di punibilità, allora la conseguenza è che, per i reati tributari che prevedono una tale soglia, non dovrebbero mai essere adottate le modalità previste dall’articolo 220 disp. att. cpp (garanzie dell’imputato).". Ciò condurrebbe alla elusione degli obblighi di legge e a una lesione del diritto di difesa e dei principi del giusto processo. Per rendere operante la norma di garanzia non è necessario sia stata raggiunta la prova del superamento della soglia di punibilità ma è sufficiente che vi sia una concreta possibilità probabilità che tale soglia possa essere superata.
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