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Canone Rai in bolletta, rinviata la sua introduzione

del 05/12/2014
di: la redazione
Canone Rai in bolletta, rinviata la sua introduzione
È una delle tasse più evase. Si tratta del canone Rai, la tassa di possesso del televisore che, stando alle stime de Il Sole 24 Ore, viene evasa per il 25% ovvero una famiglia su 4 non lo paga. Ma c'è incertezza sul destino di questa tassa: sembra infatti che il canone sarà incluso nella bolletta elettrica da gennaio 2015 e non arriverà più a parte. Questa sarebbe stata la dichiarazione che il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli ha rilasciato la scorsa settimana confermando così le voci che si rincorrevano da qualche giorno. Le modifiche sono in cantiere fra le norme nella Legge di Stabilità 2015. Da Palazzo Chigi però sono arrivate smentite nette che hanno negato le parole di Giacomelli. Sembra dunque che il provvedimento così pensato non verrà applicato per il momento perché i tempi di inserimento nella Legge di Stabilità sarebbero troppo stretti per analizzare lo stesso e valutare eventuali obiezioni. La sua discussione è stata dunque posticipata a data da destinarsi ma non è uscita dall'agenda di governo. L'obiezione principale rivolta all'inserimento del canone Rai nella bolletta dell'energia elettrica riguarda il fatto che essa verrebbe pagata indistintamente da tutti, compreso da chi non possiede la tv o la radio ma un allacciamento all'energia elettrica. La tassa infatti, lo ricordiamo, riguarda il possesso di apparecchi "atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive" e non è strettamente legato alla visione dei canali della Rai. Legge avrebbe ad esempio colpito le piccole e piccolissime attività commerciali, che possiedono un contratto di energia elettrica pur non avendo una né una tv né una radio in negozio. In questo caso, tra l'altro, si applica un canone diverso da quello per le abitazioni con un importo più alto. Un lato positivo dell'introduzione del canone Rai in bolletta potrebbe essere quello che la tassa potrebbe subire un taglio del 50% passando ad una quota minima di circa 60 euro. È probabile, inoltre, che la tassa venga estesa anche ai possessori di smartphone, tablet e pc. Misura che allargherebbe ulteriormente la platea di contribuenti e che ridurrebbe ulteriormente il buco di oltre 450 milioni di euro generato dall'evasione della stessa. Anche questa norma, allo stato attuale, sembra non trova applicazione ed è tutto fermo, soprattutto perché numerose associazioni di consumatori avevano sollevato accese polemiche, definendo la stessa incostituzionale in quanto non prevede l'esclusione per chi decide di non usufruire dei servizi Rai. Un ulteriore provvedimento che il Governo potrebbe prendere in considerazione è quello di tassare il singolo cittadino e non il possessore dell'apparecchio. Ma anche in questo caso le obiezioni sarebbero notevoli quali, ad esempio, il fatto che non si prenderebbero in considerazione i casi di apparecchi condivisi così come succede normalmente in ogni abitazione in cui vive più di una persona.
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