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Contratti di solidarietà e divieto di licenziamento

del 11/11/2014
di: la redazione
Contratti di solidarietà e divieto di licenziamento
Riferisce il quotidiano ItaliaOggi che una circolare del Ministero del Lavoro - la n. 26/2014 - fornisce precisazioni sulla concessione del contributo di solidarietà alle imprese non soggette a cassa integrazione straordinaria (cigs) che sono efficaci dal 11 novembre 2014. Per quanto riguarda le imprese artigiane, il contributo di solidarietà di cui alla circolare n. 20/2004 a proposito delle imprese che stipulano contratti di solidarietà per evitare o ridurre le eccedenze di personale oppure per evitare licenziamenti, può essere erogato solo se i lavoratori con orario ridotto percepiscono a carico di fondi bilaterali istituiti da contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dai sindacati più rappresentativi sul piano nazionale una prestazione di importo non inferiore alla metà della quota del contributo pubblico destinata ai lavoratori. In pratica, la quota a carico dei fondi bilaterali deve essere non inferiore al 12,5% della retribuzione persa dai lavoratori. Per quanto riguarda invece le imprese tutte, vige per loro il divieto di licenziamento - tranne che in caso di giusta causa - ed anche il divieto di messa in mobilità durante il regime di solidarietà, non solo dei lavoratori interessati da contratto di solidarietà ma anche degli altri, pena la perdita della propria quota di contributo per tutti i dipendenti in solidarietà anche se a loro è già stata anticipata. E’ consentita invece la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato. Se il periodo di formazione dell’apprendista si conclude in costanza di solidarietà è consentita la prosecuzione del rapporto che si trasforma in rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Nel caso di trasferimento di ramo di azienda con personale interessato alla solidarietà è possibile portarla a conclusione da parte dell’azienda acquirente solo se sottoscriva accordo sindacale apposito e presenti istanza autonoma alla direzione territoriale del lavoro competente.
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