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Casse di previdenza: salvi i professionisti esodati

del 25/01/2013
di: di Daniele Cirioli
Casse di previdenza: salvi i professionisti esodati
Salvo il professionista esodato che risulti versare un minimo alla cassa di previdenza per conservare l'iscrizione all'albo. In tal caso, infatti, la contribuzione versata non è collegata allo svolgimento di attività lavorativa e, perciò, il professionista non può dirsi «rioccupato», situazione che altrimenti lo escluderebbe dal beneficio della salvaguardia dai nuovi requisiti di pensione. Lo precisa, tra l'altro, l'Inps nel messaggio n. 1500 di ieri.

Salvaguardati. L'istituto detta ulteriori istruzioni in merito alla gestione delle prime 65 mila domande di pensione in salvaguardia (cioè in base ai requisiti vigenti al 4 dicembre 2011, in deroga ai nuovi della riforma Fornero). Circa i soggetti in prosecuzione volontaria e gli esodati puri (lavoratori cessati dal lavoro sulla base di accordi individuali o collettivi di lavoro), l'Inps spiega che le relative domande vanno respinte qualora gli interessati dichiarano di essere stati rioccupati successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro o all'autorizzazione alla prosecuzione volontaria.

I professionisti. A tal riguardo, l'Inps spiega che si pone il problema di alcuni lavoratori interessati alla salvaguardia che risultano iscritti presso casse professionali o enti privatizzati che prevedono, anche in assenza di svolgimento effettivo di attività professionale, il pagamento obbligatorio di una «contribuzione minima» per poter mantenere l'iscrizione all'albo/ente di appartenenza. Per procedere alla corretta lavorazione di tali posizioni, l'Inps stabilisce che le sedi territoriali procedano ad acquisire dagli interessati una dichiarazione sostitutiva di certificazione (dpr n. 445/2000) nella quale venga attestata sia l'obbligatorietà del versamento di contribuzione minima alla gestione di appartenenza, sia la circostanza che la contribuzione effettivamente versata non è collegata allo svolgimento di alcuna attività lavorativa. In tali ipotesi, aggiunge infine l'Inps, l'accertamento della veridicità delle dichiarazioni presentate andrà effettuata con l'ausilio del casellario degli attivi, mediante la verifica del tipo di contribuzione versata.

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