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Beneficio della non menzione per modesti evasori

del 04/09/2014
di: la Redazione
Beneficio della non menzione per modesti evasori
La Corte di Cassazione ha deciso un caso di evasione fiscale disponendo che qualora l’evasione sia di modestà entità l’imprenditore può ottenere il beneficio della non menzione (cfr. sentenza 36703 del 3 settembre 2014). In particolare la Corte ha così disposto: non appare rispondente ad alcun criterio logico la lapidaria e stentorea espressione contenuta a pagina 44 della sentenza della Corte d’Appello, laddove ha ritenuto di escludere il beneficio invocato sulla base della natura del reato ritenuta ostativa al proficuo reinserimento del reo nella società. Affermazione non solo illogica in modo manifesto, ma persino contradditoria con la decisione di contenere la pena entro i limiti minimi edittali in ossequio a quei criteri di determinazione della pena dettati dall’articolo 133 del codice penale cui deve ispirarsi anche la decisione richiesta ai sensi dell’articolo 175 del codice penale. La Corte aggiunge poi che il diniego del beneficio della non menzione basato unicamente sulla natura del reato non è sufficiente a giustificarlo. E’ necessaria infatti una indagine specifica a fronte di una specifica richiesta contenuta nell’atto di appello.
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