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Studi di settore tra compliance fiscale e declino

del 01/09/2014
di: la Redazione
Studi di settore tra compliance fiscale e declino
L’Amministrazione finanziaria è orientata a ridimensionare gli studi di settore, rivela ItaliaOggi, riducendo il numero delle categorie ad essi soggette, fra cui i professionisti e le categorie con minor numero di imprese coinvolte. Resterebbero, invece, i settori quali bar ristoranti ed edilizia leggera. ItaliaOggi riflette sulla questione: se è pure vero che gli studi di settore erano una spina nel fianco che costringeva a fare scelte dolorose per comprare la pace fiscale, la mancanza farà saltare ogni tetto al valore massimo degli accertamenti. Renderà le verifiche meno prevedibili ed i risultati di queste si trasformeranno in percentuali massicce in contenzioso. Oggi, continua il quotidiano, il 70% dei contribuenti soggetti agli studi di settore dichiara ricavi compatibili con quelli richiesti da Gerico e questo perché, sapendo in anticipo il livello di ricavi richiesti, finisce per allinearsi spontaneamente, evitando di pagare la maggiorazione del 3% per l’adeguamento in dichiarazione. L’Istat in particolare ha calcolato che nel 2007 il volume di affari non dichiarato è sceso sotto il 15% per la prima volta nella storia italiana.
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