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Chi non firma i contratti entra comunque nelle Rsa

del 04/07/2013
di: di Daniele Cirioli
Chi non firma i contratti entra comunque nelle Rsa
La Corte costituzionale dà partita vinta alla Fiom sulla rappresentanza sindacale in azienda. Ieri, infatti, ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell'art. 19 dello Statuto dei lavoratori, la norma in base alla quale la Fiat ha potuto tenere fuori dalle decisioni aziendali la sigla della Cgil. Di fatto, la sentenza impone la presenza della Fiom nelle Rsa, nonostante la mancata sottoscrizione del contratto aziendale: non conta la firma, hanno affermato i giudici, ma l'aver (solo) partecipato alla negoziazione del contratto.

La vicenda va avanti da tre anni: da una parte la Fiat con Sergio Marchionne, dall'altra la Fiom con Maurizio Landini. L'una contro l'altra, due visioni di rappresentanza sindacale in azienda in una cornice normativa dello Statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970) e dell'art. 8 del dl n. 138/2011 (la contrattazione di prossimità), che intanto ha legittimato anche l'applicazione di accordi aziendali in deroga alle previsioni di legge e di contrattazione nazionale.

L'intesa aziendale Fiat da cui è scaturita la vicenda è arrivata nel 2010, dopo che la Fiat era uscita da Confindustria. L'accordo (il primo a cui ne seguiranno molti) fu sottoscritto per lo stabilimento di Pomigliano da tutte le sigle sindacali (Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic, Ugl e associazioni quadri), ad eccezione della Fiom che comunque aveva partecipato alle trattative. La mancata firma costerà alla Fiom l'esclusione dalle successive Rsa, decisione assunta dalla Fiat sulla base proprio dell'art. 19 il quale stabilisce espressamente che le Rsa possono essere costituite «dalle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell'unità produttiva». Forte di tale norma, insomma, la Fiat ha sempre escluso i rappresentanti Fiom dalle Rsa presso tutti gli stabilimenti, ma la Fiom ha sempre risposto impugnando le decisioni per comportamento antisindacale.

La cronaca fino a ieri registrava in vantaggio la Fiat con 11 vittorie a 7; ma la partita decisiva si è giocata a palazzo della Consulta ed è stata vinta dalla Fiom. La vicenda era arriva alla Consulta via tribunale di Modena che, nell'ambito proprio di un contenzioso tra Fiat e Fiom sulla possibilità di partecipare alla Rsa, aveva ritenuto non del tutto infondata la questione di legittimità dell'art. 19 in riferimento agli art. 2 (la Repubblica garantisce l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale), 3 (principio di uguaglianza) e 39 (libertà associazione sindacale) della costituzione. La corte costituzionale è stata dello stesso avviso e, in un comunicato stampa diffuso ieri, afferma di aver deciso per l'illegittimità costituzionale dell'art. 19 «nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell'ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell'azienda». Si ricorda che l'art. 19 aveva già passato il vaglio dei giudici costituzionali, e sempre con infondatezza di legittimità, in riferimento agli art. 3 e 39 (sentenze n. 30/1990 e n. 244/1996 nonché ordinanze n. 345/1996 e n. 148/1997), in riferimento agli art. 2, 3 e 39 (gli stessi articoli richiamati dal Tribunale di Modena) con ordinanza n. 76/1998 e, infine, in riferimento all'art 39 (sentenza n. 334/1988).

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