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Fisco a rate, benefici anche retroattivi

del 03/07/2013
di: di Andrea Bongi
Fisco a rate, benefici anche retroattivi
Le maggiori tutele contro la decadenza dai benefici della dilazione si estendono anche al passato. Per la concessione dei piani straordinari di dilazione che prevedono fino a 120 rate mensili, bisognerà invece attendere l'apposito decreto ministeriale che dovrà stabilire le modalità di attuazione degli stessi.

Per quanto riguarda invece i nuovi limiti per l'espropriazione immobiliare bisogna far riferimento alla classificazione catastale dell'immobile e non alla destinazione d'uso dello stesso. Restano pertanto fuori dal divieto di pignoramento tutti gli immobili con destinazione non abitativa, quali uffici e studi privati (A/10), anche se impropriamente adibiti ad uso abitativo dal debitore.

Sono queste, in estrema sintesi, le linee guida impartite da Equitalia ai direttori generali degli agenti della riscossione attraverso una apposita direttiva interna di commento alle disposizioni sulla riscossione contenute nel decreto legge 21 giugno 2013 n.69 (cosiddetto decreto del Fare).

L'estensione del numero di rate impagate da due ad otto, si legge nella direttiva in commento, si applica anche ai piani di rateazione già concessi ed in essere alla data di entrata in vigore del citato decreto legge. Anche in presenza di decadenza dal beneficio della dilazione già intervenuta al momento dell'entrata in vigore del decreto, si legge sempre nella direttiva Equitalia, «... potrebbe ipotizzarsi una disciplina di particolare favore per i debitori che eviti loro di essere esclusi dalla fruizione dell'agevolazione introdotta dal legislatore». In attesa della definitiva conversione in legge del provvedimento, conclude sul punto Equitalia, si rende, pertanto, opportuno che le strutture territoriali preposte all'attività di riscossione si astengono dall'attivare iniziative riscuotitive nei confronti di coloro che dovessero essere incorsi nella decadenza dai benefici di dilazione sulla base del precedente presupposto del mancato pagamento di due rate consecutive al momento di entrata in vigore del decreto legge stesso.

Per quanto attiene invece ai nuovi piani straordinari di dilazione che possono spingersi fino a 120 rate mensili, Equitalia prende tempo. Fino a che non sarà emanato l'apposito decreto ministeriale previsto dal decreto del fare «... le istanze di rateazione continueranno ad essere evase secondo le istruzioni precedentemente impartite». Che equivale a dire che, almeno per adesso, nessuna rateazione fino a 120 mesi potrà essere materialmente concessa. Resta ovviamente inteso che una volta emanato il suddetto decreto e chiarite le regole per l'accertamento della condizione di «difficoltà legata alla congiuntura economica» che costituisce il presupposto per l'accesso ai piani straordinari di dilazione, si potranno rimodulare gli eventuali piani di rateazione nel frattempo già concessi ai debitori richiedenti.

Chiarimenti anche sul delicatissimo tema della pignorabilità dei beni strumentali di imprenditori e professionisti. Alla luce delle novità normative introdotte sul punto dal decreto del fare, indipendentemente dalla forma giuridica con la quale è svolta l'attività, la pignorabilità di tali beni è relativa e può essere effettuata nei limiti del quinto del valore complessivo dei beni stessi e solo se gli altri beni del debitore, non strumentali, siano insufficienti a soddisfare il credito azionato.

Per quanto attiene alle novità in materia di espropriazione immobiliare la direttiva di Equitalia precisa come viene di fatto inibita, per debiti iscritti a ruolo, la possibilità di procedere ad esecuzione forzata sulla prima e unica casa di abitazione, in cui il debitore risiede anagraficamente. Resta tuttavia ferma e impregiudicata la possibilità per l'agente della riscossione di intervenire, sempre e senza alcuna limitazione, in una esecuzione immobiliare avviata da altri soggetti.

Anche su questo fronte la direttiva di Equitalia si pone in un'ottica estremamente garantista per i contribuenti. Tenuto conto delle finalità della norma e del contenuto della relazione tecnica di accompagnamento, eventuali esecuzioni immobiliari in essere alla data di entrata in vigore del decreto resteranno sospese se ricorrono le nuove condizioni normative ovvero: l'immobile espropriato è l'unico di proprietà del debitore, è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente (con esclusione delle abitazioni di lusso e dei fabbricati categorie catastali A/8 e A/9); se l'importo del credito complessivo per cui si procede non supera i centoventimila euro ed infine se non è stata iscritta preventivamente l'ipoteca di cui all'articolo 77 del dpr 602/73 o sono decorsi almeno sei mesi dall'iscrizione della stressa senza che il debito sia stato estinto.

Tolleranza zero invece per eventuali tentativi di allargamento del raggio di azione delle nuove tutele sull'abitazione principale. Equitalia procederà comunque al pignoramento immobiliare quando l'immobile adibito ad uso abitativo del debitore non sia censito catastalmente come abitazione ma bensì, ad esempio, come ufficio o studio privato (categoria A/10).

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