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Riforma Fornero, previsto mini-lifting

del 22/06/2013
di: da Fiuggi Ignazio Marino e Valerio Stroppa
Riforma Fornero, previsto mini-lifting
A meno di un anno della sua entrata in vigore, arriva il primo (leggero) lifting della riforma Fornero. Sarà più difficile ottenere, per esempio, la conversione o la riqualificazione di un contratto a progetto in contratto subordinato (dipendente). Non basterà più dimostrare di svolgere operazioni ripetitive, ma servirà provare che le stesse siano anche esecutive. Se prima bastava solo una delle due circostanze, in futuro serviranno entrambe. È questa una delle anticipazioni relative al pacchetto lavoro che martedì dovrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri. A fornirle è stato Paolo Pennesi, direttore generale delle attività ispettive del ministero del lavoro, ieri a Fiuggi durante la seconda giornata del Festival del lavoro. Incerto è ancora se si tratterà di un decreto legge immediatamente operativo (come richiesto dai consulenti del lavoro) oppure di un ddl, che avrebbe inevitabilmente tempi più lunghi. Non si escludono, secondo altre fonti, anche incentivi fiscali o contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato, ma secondo le prime indiscrezioni il beneficio potrebbe premiare solo i lavoratori assunti ex novo, escludendo quindi la stabilizzazione di quelli precari.

Per i rapporti a tempo determinato non sono previsti stravolgimenti. Infatti, sulla durata del contratto a termine senza causale, ha detto Pennesi, «con la riforma Fornero si è trovato un punto di equilibrio ed è difficile esasperarlo di più, se non in situazioni eccezionali quali quelle che possono interessare alcune fasce di lavoratori, per esempio gli under-29 anni e gli over-50». In tali ipotesi si potrebbe arrivare a 18 mesi, rispetto ai 12 attuali.

Possibili ritocchi dovrebbero interessare anche il ruolo della contrattazione collettiva. Saranno previste ipotesi aggiuntive di contratti senza causale per aumentare la flessibilità. «Questa mi sembra la linea di approdo futura sulla acausalità pura», afferma Pennesi, mentre sulla riduzione degli intervalli «si tornerà all'antico: immagino 20 e 30 giorni».

Un'altra novità tra quelle che dovrebbero essere varate da palazzo Chigi riguarda i contratti di prossimità, disciplinati dall'articolo 8 del dl n. 138/2011. «Oggi sono un po' misteriosi», ammette Pennesi, «forse troveremo l'obbligo di deposito per conoscenza». Infine, sul limite massimo di occupazione dei 36 mesi, già superabile dalla contrattazione collettiva, «posso pensare a misure specifiche per giovani e over 50», spiega Pennesi, «come pure immaginare interventi a regime. Anche in relazione a logiche più spinte legate a eventi o situazioni straordinarie, come per esempio i lavori dell'Expo2015, in cui trovare margini più ampi di flessibilità in entrata».

Sull'apprendistato l'esecutivo tenterà di superare le attuali criticità. Il vice direttore dell'area ispettiva del dicastero del lavoro, Danilo Papa, ha anticipato che dovrebbero arrivare interventi sulla «formazione trasversale per giovani», prevedendo che «fino al 2015 si privilegerà la formazione contrattuale». Non dovrebbero esserci conseguenze, invece, sul piano di riqualificazione del rapporto in ordine alla formazione trasversale.

Modifiche in vista anche per lavoro intermittente e associazione in partecipazione. Per il lavoro a chiamata arriverà una proroga al 31 dicembre della fase transitoria in scadenza il 18 luglio 2013. Sull'associazione in partecipazione, invece, una norma di interpretazione autentica risolverà l'equivoco sul riferimento all'impresa nel suo complesso e non alla singola unità.

A richiedere un intervento incisivo sulla riforma del lavoro a Fiuggi è stata a più tappe la presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, argomentando che la legge varata dall'ex ministro Elsa Fornero «non ha introdotto alcuna semplificazione, ma solo nuovi adempimenti e sanzioni pesantissime. È indispensabile liberare risorse ed eliminare lacci e lacciuoli del mercato del lavoro». Quanto alle modalità e ai tempi del restyling, il presidente della commissione lavoro del senato Maurizio Sacconi ha esortato pubblicamente il governo a fare scelte coraggiose e intervenire con tempestività. «In caso contrario», ha aggiunto l'ex titolare del Welfare, «l'esecutivo non sprechi l'occasione e rimandi a un altro momento le correzioni necessarie della legge».

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