L'accertamento aveva avuto origine da alcune operazioni societarie e immobiliari realizzate dalla Moric col marito Fabrizio Corona, per il tramite di due società di capitali possedute dalla coppia. In particolare, si contestava alla showgirl di aver finanziato le società Corona's Srl e Carlos Srl per fronteggiare l'acquisto di un immobile di cospicuo valore, nonché di aver beneficiato della disponibilità di due autovetture intestate formalmente alle compagini sociali. I relativi incrementi patrimoniali, coordinati con gli indici di capacità contributiva tipici del redditometro (possesso di autovetture e abitazioni), avevano generato uno scostamento del reddito presunto rispetto al reddito dichiarato dalla contribuente.
La Ctr di Milano ha, in parte, dato ascolto alle richieste dei difensori tributari, riducendo il valore dell'accertamento, ma imputando comunque la riferibilità delle operazioni alla Moric e confermando (seppure non nella misura completa) la verifica fiscale. Nella specie, i giudici meneghini hanno ribadito l'orientamento secondo cui nelle società di capitali a ristretta base sociale (composte da un numero irrisorio di soci in rapporti di confidenza tra loro), «devono considerarsi attinenti alla contribuente gli incrementi patrimoniali realizzati dalle società stesse, così come ben possono farsi presuntivamente risalire ai soci i beni mobili del cui utilizzo per scopi sociali non è offerta prova (autovetture)». La Moric, dunque, doveva dimostrare di possedere dei redditi necessari a finanziare gli acquisti immobiliari realizzati dalle sue società e a mantenere le autovetture a esse intestate. Vi è riuscita solo in parte.
