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Pannelli solari con partita Iva

del 21/06/2013
di: di Franco Ricca
Pannelli solari con partita Iva
Pannelli solari con obbligo di partita Iva: la produzione dell'energia fotovoltaica venduta stabilmente alla rete è attività economica agli effetti dell'imposta, anche se l'energia prodotta è inferiore a quella consumata. Questo il principio statuito dalla Corte di giustizia Ue nella sentenza pronunciata ieri, 20 giugno 2013, causa C-219/12. Sentenza dagli effetti potenzialmente dirompenti anche per l'Italia, dove l'amministrazione finanziaria dovrà riesaminare la posizione, fin qui seguita per la cessione al gestore di rete dell'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici installati sulle abitazioni private, di imporre gli obblighi Iva solo per gli impianti di potenza superiore a 20 kW. Peraltro, a parte le complicazioni formali, l'attribuzione della qualifica di soggetto passivo dell'Iva avrebbe risvolti positivi per i destinatari, perché comporterebbe il diritto alla detrazione dell'imposta pagata per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico. Proprio sull'esistenza o meno di questo diritto è sorta, in Austria, la vicenda che ha portato alla pronuncia dei giudici comunitari. La controversia è scaturita dal rifiuto del fisco di rimborsare a un cittadino l'Iva pagata sull'acquisto di un impianto fotovoltaico installato sul tetto dell'abitazione, la cui produzione di energia era stata interamente ceduta al prezzo di mercato alla società di gestione della rete, dalla quale il cittadino aveva contemporaneamente acquistato, per il fabbisogno dell'abitazione, un quantitativo di energia di gran lunga superiore. Per risolvere la controversia, i giudici nazionali hanno ritenuto necessario sollecitare la corretta interpretazione della direttiva Iva da parte della Corte di giustizia Ue, alla quale hanno chiesto se la gestione di un impianto fotovoltaico collegato in rete senza una capacità d'immagazzinamento autonoma, installato sopra o in prossimità di un edificio privato a uso abitativo e tecnicamente strutturato in modo tale che la quantità di energia elettrica prodotta dall'impianto risulti costantemente inferiore alla quantità complessiva di energia elettrica consumata privatamente dal titolare per le proprie esigenze domestiche, costituisca un'attività economica ai sensi della direttiva.

Nella sentenza, la Corte ha premesso che si considera soggetto passivo dell'Iva chiunque esercita in modo indipendente e in qualsiasi luogo una delle attività economiche, tra le quali rientrano le operazioni che comportino lo sfruttamento di un bene materiale o immateriale per ricavarne introiti aventi carattere di stabilità. Lo sfruttamento di un impianto fotovoltaico rientra fra le attività economiche, se mira a ricavarne introiti stabili. Questa è una questione di fatto che deve essere valutata in base a tutti gli elementi concreti, fra cui la natura del bene. In proposito, un impianto fotovoltaico collegato in rete e installato sopra o in prossimità di un edificio abitativo, può, per sua stessa natura, essere utilizzato sia per scopi economici sia a fini privati. Nella fattispecie, l'energia elettrica prodotta dall'impianto fotovoltaico è stata ceduta in rete, dietro contropartita di un corrispettivo, per cui si deve ritenere che l'impianto sia stato sfruttato per ricavarne introiti, dei quali resta da verificare la stabilità o meno. Rileva al riguardo la Corte che il contratto è stato concluso «a tempo indeterminato», per cui, trattandosi di sfruttamento di lunga durata, la cessione in rete di energia elettrica in maniera permanente e non soltanto occasionale integra il requisito della stabilità degli introiti.

Per la Corte, quindi, risultano soddisfatti tutti i presupposti necessari per qualificare l'attività in esame come economica ai fini dell'Iva, con conseguente ingresso del diritto alla detrazione, a nulla rilevando la circostanza che la quantità di energia elettrica prodotta dall'impianto è sempre inferiore alla quantità di energia elettrica consumata dal gestore per le proprie esigenze domestiche. A causa delle caratteristiche tecniche dell'impianto, da un lato, l'energia prodotta è ceduta alla rete e, dall'altro, quella consumata è acquistata presso il gestore della rete. In queste condizioni, la cessione dell'energia è indipendente dall'operazione di prelevamento per le esigenze domestiche, sicché il rapporto fra le due quantità è irrilevante.

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