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Il 730 deve essere esteso e rivisitato

del 20/06/2013
di: di Manola Di Renzo
Il 730 deve essere esteso e rivisitato
I contribuenti del 2013 sono senza lavoro e di conseguenza senza 730. Quest'anno, dalle stime del Caf Cnai, sono andati persi numerosi 730 dovuti alla diminuzione dei posti di lavoro.

Ricordiamo che il requisito principale per poter elaborare il modello di dichiarazione 730 è la presenza di un sostituto d'imposta, che consente di accelerare i tempi del processo di conguaglio attraverso il cedolino paga. In sintesi chi deve riscuotere un credito emerso dall'elaborazione della dichiarazione dei redditi può farlo transitare sulla busta paga, anziché dover attendere il rimborso da parte dell'Agenzia delle entrate.

Prossimi alla chiusura della campagna 730 per l'anno 2013, è già possibile stilare una situazione sull'andamento generale dei contribuenti.

Secondo le stime del Caf Cnai, l'aumento della disoccupazione ha portato alla presentazione di meno dichiarazioni. Il contribuente abituato a presentare annualmente il 730, nel momento in cui si è trovato nello status di disoccupato, non avendo reddito e quindi non potendo più portare in detrazione eventuali spese, non ha avuto bisogno di fare una dichiarazione dei redditi. Se la condizione dello stesso dovesse perpetuarsi in tempi più lunghi, significherà che i Caf evidenzieranno anche per gli anni successivi le stesse sofferenze.

Come possiamo vedere la mancanza di posti di lavoro non solo si ripercuote sul singolo individuo, ma incide negativamente anche su altri settori.

Un'altra fattispecie è quella dei contribuenti che avrebbero voluto presentare il modello 730 per recuperare crediti sorti in annualità precedenti, ma che senza datore di lavoro hanno dovuto rimediare attraverso il modello Unico. Questi riscuoteranno il credito non prima di due anni; tali sono i tempi di attesa. Parliamo di soggetti già penalizzati e ulteriormente beffati dalle lungaggini della pubblica amministrazione.

Infine, sempre dall'analisi dei dati di quest'anno, abbiamo notato un calo delle spese portate in detrazione; i dichiaranti hanno sostenuto principalmente oneri relativi alle spese mediche e scaricato gli interessi dei mutui per abitazione principale, diminuite notevolmente le altre tipologie.

Per esempio, in pochissimi hanno stipulato polizze di previdenza integrativa, diversamente da quanto si era verificato anni addietro, dove avevamo assistito a uno sviluppo importante di questo campo; tanti non hanno potuto rinnovare la polizza o addirittura hanno dovuta congelarla sempre a causa delle difficoltà economiche. Rari anche i contributi o le erogazione liberali a favore di onlus, istituti religiosi o altre associazioni di volontariato; altri campi del quadro E della dichiarazione, relativo agli oneri e le spese, non risultano essere stati mai valorizzati.

Alla luce di queste riflessioni appare chiaro che il modello 730 ha perso appeal, gli effetti della crisi si fanno sentire e la dichiarazione dei redditi non rappresenta altro che l'epilogo di un anno di lavoro, però il lavoro deve esserci. È ovvio che vanno generandosi circoli viziosi che dalla mancanza di salario portano alla contrazione del potere di acquisto del cittadino, di conseguenza a un'impennata negativa dell'economia; effetti che riusciamo a leggere anche dal 730.

La richiesta che viene fatta al governo è di intervenire con una rivisitazione normativa che consenta di coinvolgere gli esclusi dal 730 e considerare la possibilità di detrarre altre tipologie di spese a larga diffusione. Sarebbe una piccola apertura utile a tanti.

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