Il Governo. Per l'Imu, Fassina ha confermato l'ipotesi di mantenimento per gli immobili di pregio e di esenzione per i beni strumentali e per l'invenduto, affermando che sarebbe molto più grave «se si dovesse andare verso l'aumento dell'Iva che è cosa da evitare». Sulla situazione generale il viceministro ha detto che negli ultimi 5 anni «si è sbagliata la cura, con politiche restrittive che hanno accentuato la recessione e dimostrato che non è questione di rispetto del 3% di tetto, perché anche sforandolo rimarremmo in recessione». Per quel che riguarda il settore delle costruzioni i dati dell'Osservatorio sono stati illustrati dal vice direttore dell'associazione, Antonio Gennari, che ha evidenziato come il 2012 sia stato per le costruzioni l'anno più nero nella crisi «più intensa e più lunga nella storia del Paese». Dal punto di vista occupazionale si sono persi 446 mila posti di lavoro, che arrivano a 669 mila per tutta la filiera delle costruzioni. Per il 2013 gli investimenti sono dati in caduta per il sesto anno consecutivo, con un calo complessivo del 29% (-5,6% sul 2012, nonostante l'effetto positivo degli interventi del governo su incentivi fiscali e debiti della p.a.). Le imprese fallite sono oltre 11 mila e altrettante sono protestate. «Siamo alla deindustrializzazione», ha dichiarato il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti, «bisogna immediatamente ridare credito alle famiglie, alle imprese e creare lavoro realizzando le opere pubbliche indispensabili». «Bene ha fatto il governo con questi primi provvedimenti», ha proseguito il presidente dei costruttori facendo riferimento agli ecobonus e alle semplificazioni per l'edilizia, «ma bisogna avere più coraggio e immettere denaro con decisione sulle infrastrutture e la manutenzione del territorio». Per il 2014, se non vi saranno ulteriori interventi, è infatti previsto un ulteriore calo del 4,3%, «ma se invece saranno attivati gli interventi auspicati dall'Ance, come la revisione Imu, la messa a regime degli incentivi fiscali per ristrutturazioni ed ecobonus, e la riattivazione del circuito del credito» ha concluso il presidente «si potrebbe avere un +1,6% sul 2013, con aumento del pil dello 0,33% e 44.500 posti di lavoro».
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