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Redditometro, ripescato il 2007

del 14/06/2013
di: di Andrea Bongi
Redditometro, ripescato il 2007
Redditometro, il fisco prova a riesumare l'annualità 2007. Nonostante per tale periodo d'imposta i termini ordinari per l'accertamento delle imposte sui redditi siano ormai prescritti, molti contribuenti, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, stanno ricevendo, proprio in questi giorni, appositi questionari con i quali, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 38 del dpr 600/73, gli uffici locali delle Entrate chiedono di fornire dati indice di capacità contributiva relativamente agli anni 2007 e 2008. Il motivo della duplice richiesta è presto detto: il vecchio redditometro per poter scattare ha bisogno di almeno due esercizi, anche non consecutivi, di scostamento fra il reddito sinteticamente accertabile e quello dichiarato dal contribuente. Sulla base di tale presupposto ecco che gli uffici, pur consapevoli di non poter più accertare l'anno 2007, annualità prescritta dal 1° gennaio 2013, sperano di poter usare lo scostamento su tale periodo per far scattare l'accertamento sintetico sul 2008, anno per il quale i termini per l'accertamento sono aperti fino al 31 dicembre prossimo.

La richiesta di dati sull'annualità 2007 assume una particolare valenza: il contribuente, rispondendo alla comunicazione e riempiendo il questionario anche per tale annualità effettua un adempimento al quale non risulterebbe più tenuto in virtù della citata decadenza dei termini per l'accertamento e dalla quale possono derivargli però dei problemi.

La missiva inviata ai contribuenti ricorda che i prospetti richiesti devono essere «obbligatoriamente» compilati. L'obbligo in questione si trasforma tuttavia in mera facoltà per quanto riguarda il 2007.

Come muoversi a fronte di tali richieste dell'amministrazione finanziaria? Dal punto di vista giuridico i destinatari potranno limitarsi a compilare la parte del questionario relativa all'anno 2008, anche perché la mancata comunicazione dei dati 2007 non potrà mai dar luogo a un accertamento d'ufficio.

«Ancora una volta i principi cardine sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente sono stati calpestati», afferma Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti, che ha segnalato l'invio dei questionari sul 2007, «incrinando il rapporto di fiducia fra contribuenti e fisco che dovrebbe essere invece alla base di un corretto e costituzionalmente orientato sistema tributario».

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