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In condominio anche criceti, pesci rossi e passerotti

del 14/06/2013
di: Antonio Ciccia
In condominio anche criceti, pesci rossi e passerotti
In condominio anche i criceti, i pesci rossi e i passerotti. Non solo cani e gatti. E questo da subito, anche se il vecchio regolamento di condominio lo vietava espressamente. L'interpretazione della riforma del condominio (legge 220/2012), data dallo studio n. 320-2013/C del Consiglio nazionale del notariato, mette in evidenza l'immediata incidenza delle nuove disposizioni in vigore dal 18 giugno 2013. Questo vale anche per la disciplina dei subentri nella proprietà degli appartamenti condominiali e per le sanzioni a carico di chi viola il regolamento. Vediamo, dunque, i passaggi salienti dello studio dei notai.

ANIMALI - Durante l'iter parlamentare si è passati dall'ammettere in condominio gli animali da compagnia agli animali domestici. Lo scopo è stato quello di tenere fuori gli animali pericolosi, gli animali da fattoria e tutti gli animali che non hanno consuetudini familiari. Ma la disposizione deve essere interpretata con ragionevolezza e, quindi, sono da ammettere non solo cani e gatti (che possono anche fruire degli spazi comuni), ma anche pesci, criceti e cavie e uccellini da gabbia (che stanno dentro la casa del padrone). Questa nuova regola si applica automaticamente, senza bisogno di modificare la difforme clausola del regolamento condominiali, automaticamente sostituito.

SUBENTRI - La riforma del condominio ha previsto la nuova regola per cui chi vende rimane responsabile delle spese condominiali se non invia all'amministratore una copia autentica dell'atto di vendita. Considerata la vessatorietà della norma, lo studio notarile cerca, per lo meno, di attenuarne il rigore, considerando che il venditore possa far avere all'amministratore o la copia autentica o un documento equivalente, come ad esempio una dichiarazione di avvenuta vendita rilasciata dal notaio subito dopo il rogito. La riforma ripete invece la regola della responsabilità di chi acquista anche per le spese condominiali relative all'anno in corso e a quello precedente. Lo studio notarile ricorda che per anno si intende l'anno di gestione e non l'anno solare o civile. Lo studio fa un esempio: se l'alienante di una unità immobiliare trasferisce la stessa il 18 aprile 2013 e ha debiti condominiali risalenti al mese di maggio 2011, l'acquirente può essere chiamato a risponderne solidalmente se l'esercizio condominiale si chiude il 30 aprile di ogni anno, mentre non lo sarà se la gestione del condominio ha come termine di chiusura annuale il 31 marzo. In ogni caso lo studio notarile consiglia a chi vende e a chi acquista di disciplinare espressamente in apposite clausole dell'atto notarile i rispettivi carichi delle spese condominiali.

SANZIONI - Chi viola il regolamento condominiale rischia una multa fino a 200 euro e in caso di recidiva fino a 800 euro. Chissà, si legge nel documento, che questo non basti a rivitalizzare l'istituto.

REGOLAMENTO - Secondo le nuove norme il regolamento, una volta approvato dall'assemblea, deve essere allegato al registro dei verbali delle assemblee. Secondo i notai sarebbe opportuno estendere l'obbligo di allegazione, introdotto dalla nuova norma, anche al regolamento contrattuale: così si potrebbero superare le frequenti difficoltà nel reperimento di quest'ultimo regolamento, che deve essere allegato negli atti di trasferimento.

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