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Intervenire sulla leva fiscale per creare nuovo lavoro

del 12/06/2013
di: La Redazione
Intervenire sulla leva fiscale per creare nuovo lavoro
Nei due mesi appena trascorsi la Confsal ha presentato al nuovo parlamento e al governo Letta un manifesto politico incentrato su lavoro e sviluppo e, subito dopo, ha proposto un Nuovo Patto per la crescita e l'occupazione.

Dopo circa cinquanta giorni dall'insediamento del governo, e permanendo la centralità di questi temi non solo nel dibattito politico ma anche nella vita sociale e economica del paese, rivolgiamo al segretario generale della confederazione autonoma, Marco Paolo Nigi, alcune domande.

Domanda. In questo momento il lavoro costituisce la priorità sia per la sua organizzazione sindacale sia per il governo Letta. Cosa può dirci in merito?

Risposta. Sul lavoro il governo è in fase di laboratorio ma entro luglio dovrebbe garantire fatti e atti. Per la Confsal è chiaro come e dove cominciare: occorre rendere meno pesante l'imposizione fiscale su lavoro e imprese virtuose. Su questa questione centrale il governo si gioca gran parte della sua credibilità e della sua autorevolezza.

D. Segretario Nigi, il 14 giugno prossimo, a Roma, ci sarà un incontro fra i capi di stato dei quattro maggiori paesi dell'Eurozona nella prospettiva del vertice europeo del 28-29 giugno incentrato sul “lavoro giovanile”. Quali aspettative avete?

R. È necessario che l'Unione europea individui finalmente i limiti della rigorosa austerità cui ha sottoposto l'economia comunitaria e coniughi le ragioni del risanamento dei conti con quelle della crescita. È certo che, con gli attuali livelli di disoccupazione giovanile, l'Unione europea non può avere prospettive di sviluppo, al punto che potrebbe essere messa in discussione la sua stessa esistenza. Si deve passare immediatamente dalle buone intenzioni all'indispensabile sostegno, fiscale e formativo, alle assunzioni dei giovani.

D. Imu e Iva sono questioni ancora aperte. A suo parere, quali sono le soluzioni più opportune?

R. Abbiamo apprezzato il provvedimento del rinvio del pagamento della prima rata dell'Imu per l'abitazione principale e per i terreni e i fabbricati agricoli, per poter individuare una soluzione finanziariamente compatibile e socialmente sostenibile. La Confsal ora si aspetta una decisione governativa equa ed equilibrata che si raccordi con le altre possibili soluzioni alle questioni fiscali.

Riguardo all'aumento dell'aliquota Iva dal 21 al 22% dal 1° luglio la Confsal ha manifestato da tempo la sua netta contrarietà. Il provvedimento, oltre a reprimere ulteriormente i consumi, comporterebbe per ogni famiglia un aggravio medio annuo di spesa stimato in circa 500 euro. Per cancellare l'aumento dell'Iva si potrebbe trovare la copertura finanziaria sul fronte delle economie connesse al recente andamento dello spread BPT-Bond e delle possibili maggiori entrate di una “seria” lotta all'evasione. Pertanto non può bastare l'ipotizzato rinvio dell'aumento a fine anno.

D. Sulle questioni aperte del pubblico impiego la Confsal ha chiesto al governo, tra l'altro, il rinnovo dei contratti scaduti il 31 dicembre 2009 e la stabilizzazione dei precari. Quali sono le sue valutazioni?

R. In merito alla richiesta del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici la Confsal ha fatto presente al governo e al parlamento le ragioni forti dell'equità e della legittimità (vedi l'articolo in questa pagina). Pertanto, l'ulteriore blocco dei rinnovi contrattuali non è più proponibile proprio per ragioni di sostenibilità economica, giuridica e sociale.

Riguardo al precariato, la proroga al 31 dicembre dei contratti a tempo determinato costituisce un primo passo valutato positivamente dalla Confsal. Ora, dovrà seguire la definizione di un piano di stabilizzazione del personale precario in relazione all'andamento del turn-over e nel contesto della necessaria razionalizzazione della pubblica amministrazione.

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