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Nessuno sa quanto si evade in Italia

del 12/06/2013
di: di Simona D'Alessio
Nessuno sa quanto si evade in Italia
Fabrizia Lapecorella alza le mani: «Non esiste una stima ufficiale dell'evasione fiscale» in Italia. Parola del direttore generale delle Finanze del ministero dell'Economia, ieri in audizione a Montecitorio. Difatti, l'Agenzia delle entrate, con cui il dipartimento che guida lavora in stretta collaborazione, «dispone di modelli affinati di analisi» per calcolare alcuni specifici tributi ed uno importante è quello utilizzato per rilevare l'evasione dell'Iva. Ma, precisa, si tratta di sistemi che sono esclusivamente «di competenza dell'Agenzia». A proposito dell'Imposta sul valore aggiunto, la rappresentante di via XX settembre riferisce ai deputati della VI commissione come il gettito sia «precipitato in maniera indecorosa», malgrado sia opportuno fare delle distinzioni fra aree produttive e merceologiche: flessioni «drammatiche» riguardano, infatti, i comparti dell'edilizia e costruzioni e quello dell'auto, al contrario «sembra ci sia un effetto di tenuta da parte dei piccoli esercizi» per il commercio al dettaglio. Un fenomeno, quest'ultimo, che Lapecorella dice di spiegarsi «solamente con una percezione maggiore della presenza dell'amministrazione finanziaria», ovvero di un «potenziamento dei controlli» in chiave anti-evasione; tuttavia, incalza, non è possibile affermare «che siccome è aumentata l'Iva (ed è previsto un nuovo incremento dal 21 al 22%, in base a quanto stabilito dalla legge di stabilità 2013, la 228/2012, ndr) è aumentata l'evasione» perché si tratta di un'imposta complessa, che è caratterizzata da un «andamento differenziato tra settori».

Spazio, infine, alla quantificazione dei minori costi per lo stato usando la Pec (la Posta elettronica certificata, introdotta con il Decreto della presidenza della repubblica 68/2005): il ricorso allo strumento telematico per l'invio di comunicazioni da parte della giustizia tributaria può garantire un risparmio a regime pari a 4-5 milioni l'anno. E già nel periodo gennaio-aprile 2013, conclude, l'inoltro di informazioni alle parti processuali attraverso la Pec ha fatto registrare un taglio delle spese medio per oltre 1,4 milioni, mentre quello ottenuto lo scorso anno ammonta a poco più di 800 mila euro.

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