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Contribuenti, meno tutele in sede amministrativa

del 07/06/2013
di: Debora Alberici
Contribuenti, meno tutele in sede amministrativa
Contribuenti meno garantiti in sede amministrativa. Il contraddittorio con il cittadino diventa obbligatorio per il fisco solo quando l'iscrizione a ruolo avviene per incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione dei redditi.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 14144 del 5 giugno 2013, ha respinto il ricorso di una società, alla quale è stato di fatto impedito di produrre i documenti che giustificavano i versamenti.

Insomma l'amministrazione può avviare la procedura di riscossione rifiutandosi di ascoltare le giustificazioni del contribuente nella maggior parte dei casi. Infatti è obbligata a ricevere l'utente solo nel caso in cui l'incertezza sulla dichiarazione dei redditi non sia di poco conto.

«In tema di riscossione delle imposte», si legge in un passaggio chiave della sentenza, «l'art. 6 dello Statuto non impone l'obbligo del contraddittorio preventivo in tutti casi in cui si debba procedere a iscrizione a ruolo, ai sensi dell'art. 36-bis del dpr 29 settembre 1973, n. 600, ma soltanto qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, situazione, quest'ultima, che non ricorre necessariamente nei casi soggetti alla disposizione appena indicata, la quale implica un controllo di tipo documentale sui dati contabili direttamente riportati in dichiarazione, senza margini di tipo interpretativo; del resto, se il legislatore avesse voluto imporre il contraddittorio preventivo in tutti i casi di iscrizione a ruolo derivante dalla liquidazione dei tributi risultanti dalla dichiarazione, non avrebbe posto la condizione di cui al citato inciso». La vicenda riguarda una srl alla quale era stato rettificato il reddito perché ad avviso del fisco il debito d'imposta esposto in dichiarazione era troppo basso. Non solo. L'ufficio aveva contestato anche l'omesso versamento di ritenute alla fonte, invitando, nella stessa comunicazione con la quale venivano liquidati interessi e sanzioni, il contribuente al contraddittorio.

A questo punto la cartella era stata contestata davanti a ctp e ctr ma senza successo. La Cassazione ha reso definitivo il verdetto.

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