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Acqua: gli aumenti versati restituiti in bolletta

del 02/02/2013
di: La Redazione
Acqua: gli aumenti versati restituiti in bolletta
Aumenti dell'acqua da restituire. L'addizionale del 7% sulle bollette, legata alla remunerazione del capitale investito, è incompatibile con il quadro normativo uscito dal referendum del 12 e 13 giugno 2011. E come tale va restituita agli utenti. Come? Non attraverso conguaglio, ma direttamente in bolletta. Così ha deciso l'Autorità per l'energia elettrica e il gas dopo che il Consiglio di stato con parere del 25 gennaio 2013 n. 267 ha stigmatizzato il fatto che il criterio dell'adeguatezza della remunerazione dell'investimento (abrogato dal referendum) sia stato ancora applicato nel periodo intercorrente dal 21 luglio (quando sono stati proclamati i risultati ufficiali del referendum) al 31 dicembre 2011. Ossia nella fase di passaggio tra l'abrogazione del vecchio regolamento e l'approvazione di quello nuovo in vigore dal 1° gennaio 2012. Da questa data il dl Salva Italia ha attribuito all'Authority per l'energia anche la funzione di regolazione dei servizi idrici.

A rivolgersi a palazzo Spada è stata la stessa Autorità che ha chiesto ai giudici l'esatta decorrenza temporale dei propri poteri in tema di tariffe idriche non essendoci infatti uniformità di vedute sulla possibilità per l'Authority di intervenire in periodi precedenti all'attribuzione delle funzioni di regolazione.

Saranno gli enti d'ambito, che hanno determinato le tariffe applicate nel 2011 e dispongono quindi delle informazioni necessarie, a individuare gli importi da restituire agli utenti finali. Le associazioni dei consumatori (che assieme agli enti d'ambito, alle regioni e agli altri soggetti portatori di interessi avranno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione della delibera per presentare eventuali osservazioni) sono soddisfatte per la pronuncia del Consiglio di stato. E avvertono: «I soldi indebitamente incassati dai gestori vanno rimborsati immediatamente, ossia nella prima bolletta utile, con tanto di interessi legali, altrimenti scatteranno le azioni legali».

Anzi, a giudizio del Codacons, va rivista anche la nuova delibera dell'Authority del 28 dicembre 2012, eliminando il riconoscimento di costi a priori e l'aggiornamento automatico dei costi operativi all'inflazione.

Secondo l'associazione guidata da Carlo Rienzi, «un conto è che la tariffa copra tutti gli effettivi aumenti di costi legati all'aumento reale dei prezzi pagati dai gestori, un altro è prevedere, ex ante, un meccanismo di indicizzazione dei prezzi che finisce per reintrodurre, surrettiziamente quanto il Consiglio di stato ha ribadito essere illegale».

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