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Cointestatario deceduto, niente segreti in banca

del 04/06/2013
di: La Redazione
Cointestatario deceduto, niente segreti in banca
Alla morte del cointestatario, il correntista può anche ritirare tutti i soldi e ha diritto di avere tutta la documentazione sul conto.

Questo il principio stabilito con la decisione n. 1673 del 27 marzo 2013 dell'Arbitro bancario e Finanziario (collegio di Roma) e con la decisione n. 1924 dell'11 aprile 2013 dell'Arbitro bancario e Finanziario (collegio di Milano), che hanno risolto a favore del cliente alcuni contenziosi nati a seguito del decesso del contitolare di un conto.

In particolare (decisione romana) il cliente di una banca, cointestatario con facoltà di firma disgiunta con la madre di un conto corrente collegato ad un dossier titoli, si è rivolto all'Arbitro bancario, perché la banca gli ha rifiutato di operare e di chiudere il conto a seguito della morte del padre, anch'egli cointestatario.

La banca, infatti, ha liquidato solo le quote spettanti a madre e figlio (due terzi del saldo), mentre ha bloccato la residua quota, da attribuirsi, secondo l'istituto di credito, le quote ereditarie spettanti anche ad altra persona non cointestataria.

Secondo la banca, infatti, per la quota di un terzo, caduta in successione, non sarebbe stato possibile procedere alla liquidazione se non dopo un atto notarile di divisione.

In effetti l'interessato sul restante terzo si è visto riconoscere solo la sua quota ereditaria, mentre una quota è stata congelata dalla banca in favore dell'erede non cointestatario, che non ha reclamato alcuna somma. L'interessato ha chiesto nuovamente la chiusura del conto e al rifiuto della banca ha attivato la procedura conciliativa.

L'Arbitro ha dato ragione al correntista.

In caso di rapporto cointestato con facoltà di firma disgiunta, spiega la decisione, la morte di un cointestatario non modifica gli obblighi contrattuali della banca nei confronti dei superstiti.

Quindi se il conto era a firme disgiunte e senza limitazioni di poteri, ciascun cointestatario conserva il potere di ritirare tutto e di chiudere il conto stesso.

Rimane, infatti, inalterata l'obbligazione inizialmente assunta dall'intermediario nei confronti di ciascun cointestatario, quanto a sua facoltà di integrale disponibilità del conto con firma disgiunta.

Con una avvertenza: i cointestatari superstiti possono disporre disgiuntamente del conto quando, dice l'arbitro, «intendano esercitare a tale titolo originario la loro facoltà». Cioè bisogna vedere se il correntista dichiari di agire come correntista o come coerede. In quest'ultimo caso i coeredi agiscono congiuntamente.

Nel caso specifico, poi, il contratto di conto corrente prevedeva che la banca doveva pretendere il concorso di tutti cointestatari e degli eventuali eredi in caso di opposizione.

Per la chiusura del conto, inoltre, il totale disinteresse del coerede non cointestatario vale quale manifestazione tacita di consenso alla relativa estinzione. E tanto basta a ritenere chela banca sia obbligata a chiudere il rapporto.

Inoltre il cointestatario ha diritto di ricevere tutta la documentazione del conto intrattenuto con altra persona deceduta.

Nel caso giudicato dall'arbitro di Milano un correntista ha chiesto di avere la documentazione relativa ai rapporti cointestati con il padre premorto. Alla opposizione della banca l'interessato si è rivolto all'arbitro, che ha dato ragione all'utente. Il cliente cointestatario di un conto corrente ha il diritto di domandare all'intermediario copia della documentazione che attenga all'oggetto del rapporto bancario nell'ipotesi in cui l'altro cointestatario sia deceduto e l'intermediario abbia già provveduto a liquidare la quota dell'intestatario superstite.

Questo in virtù dell'articolo 119 del Testo Unico Bancario, per cui il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.

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