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Notifica ko senza numero civico

del 29/05/2013
di: Pagina a cura di debora Alberici
Notifica ko senza numero civico
È nulla la notifica degli atti fiscali nel caso in cui l'avviso lasciato dall'agente postale non riporta il numero civico presso il quale avrebbe cercato il contribuente. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013, ha accolto il ricorso di un contribuente. Ribaltando la decisione della Ctr siciliana la sezione tributaria ha chiarito come l'avviso lasciato dall'agente delle poste debba essere inesorabilmente completo. Pena la nullità della notifica fiscale. Sul punto nelle motivazioni dell'ordinanza si legge che nel caso di notifica a mezzo posta e di irreperibilità relativa, le modalità di notifica devono essere rigorosamente osservate e menzionate nell'avviso di ricevimento, deducendone che la dove, come nel caso, dalla sola annotazione dell'Agente Postale riportata nell'avviso, non possa ricavarsi l'avvenuto puntuale espletamento di tutte le prescritte formalità, e segnatamente il luogo di immissione dell'avviso, la notifica non può ritenersi correttamente effettuata. Di diverso avviso, invece, la ctr siciliana secondo cui, una volta depositato l'avviso dell'agente postale, la notifica è valida fino a quando il contribuente non presenta querela di falso. In altri termini i giudici di merito hanno attribuito all'attività una fede privilegiata. Contro questa decisione il contribuente ha lamentato di fronte alla Suprema corte che l'atto non risultava pervenuto e che, d'altronde, le carenze della notifica erano connesse, sia all'originario errore omissivo dell'ufficio delle imposte che non aveva compiutamente indicato l'indirizzo (omettendo il numero civico) sia a vizi del procedimento notificatorio. In particolare non risultava annotato dall'agente postale quale era il civico dello stabile nel quale aveva cercato il cittadino. La tesi è risultata vincente di fronte ai giudici del Palazzaccio che, rifacendosi anche alla giurisprudenza della Corte costituzionale, hanno accolto il ricorso con rinvio chiedendo a una nuova sezione della ctr di rivalutare il caso alla luce del principio affermato. La sentenza depositata ieri è in controtendenza con una giurisprudenza diffusa secondo cui la notifica del fisco a mezzo poste è, a meno che ci siano gravissime irregolarità, sempre valida. È di aprile di quest'anno la decisione della Cassazione, n. 9583/2013, secondo cui il fisco può notificare la cartella di pagamento direttamente all'erede del contribuente senza dover inviare un nuovo atto. Infatti non è ipotizzabile nessuna violazione del diritto di difesa se l'amministrazione finanziaria indica il numero di iscrizione a ruolo. In quel caso fu accolto il ricorso dell'Agenzia nei confronti di una donna che aveva ricevuto una cartella di pagamento relativa a imposte del padre defunto.

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