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Privacy, stop a riprese occulte sul lavoratore

del 25/05/2013
di: di Antonio Ciccia
Privacy, stop a riprese occulte sul lavoratore
Niente telecamere all'insaputa dei lavoratori. La videosorveglianza sul lavoro non gioca a nascondino e gli strumenti di ripresa non devono essere occultati. Lo ha stabilito il Garante con il provvedimento (n. 164 del 4 aprile 2013), con cui ha bloccato le riprese all'interno di un noto quotidiano del sud Italia. Nel caso specifico è emerso che la gran parte delle telecamere installate (15 su 19) era stata nascosta in rilevatori di fumo o in lampade di allarme, all'insaputa dei lavoratori. Inoltre ai dipendenti non era stata fornita alcuna informativa sulla presenza dell'impianto, né attraverso comunicazioni individuali, né attraverso cartelli visibili.

Tra l'altro, le regole sulla videsorveglianza (provvedimento generale dell'8 aprile 2010) prevedono che i cartelli devono essere collocati prima del raggio di azione delle telecamere. Le uniche informazioni, peraltro insufficienti, erano scritte su un cartello di piccole dimensioni (15x15 cm), affisso a tre metri di altezza nell'ingresso del luogo di lavoro.

Il garante ha ravvisato, quindi, la violazione delle norme specifiche di privacy, ma anche delle disposizioni sul divieto di controllo a distanza dei lavoratori (articolo 4 legge 300/1970).

Di conseguenza il garante ha disposto il divieto del trattamento di dati personali mediante gli apparati di ripresa occultamente installati presso la sede della società, con obbligo per la società di sola conservazione dei dati eventualmente registrati ai soli fini di consentire l'attività di accertamento da parte delle competenti autorità e la tutela dei diritti degli interessati.

In materia va ricordato che si deve certamente evitare di esporre le telecamere ad atti vandalici, ma i cartelli devono essere idonei a informare della presenza di strumenti di ripresa.

Con altri tre provvedimenti il garante si è occupato di marketing selvaggio, comminando sanzioni per un totale di 800 mila euro a due importanti società di servizi informatici, specializzate nel settore delle banche dati e a un operatore di telecomunicazioni.

© Riproduzione riservata

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