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Accertamento esecutivo frenato

del 23/05/2013
di: di Cristina Bartelli
Accertamento esecutivo frenato
Un freno all'accertamento immediatamente esecutivo. E regole per una riscossione più soft e dal volto umano. Sono queste alcune delle indicazioni che arrivano dalla risoluzione approvata ieri all'unanimità dalla commissione finanze della camera, presieduta da Daniele Capezzone (Pdl), con cui si impegna il governo a un ripensamento di regole per la riscossione coattiva.

Dalla risoluzione arriva la richiesta di modificare il meccanismo del solve et repete che, introdotto nel 2011, prevede il versamento, da parte del contribuente, che presenta ricorso, in sede giurisdizionale, contro gli atti di accertamento tributario, di un terzo della somma richiesta dal fisco a meno che, in sede contenziosa, non ottenga la sospensione dell'atto.

Per la VI commissione, il governo dovrà impegnarsi a mantenere in essere le regole attuali solo per le contestazioni che riguardano «comportamenti fraudolenti o omissivi di dichiarazione di componenti positivi di imposta o basi imponibili», per quella che è identificata come evasione da disconoscimento, mentre dovrà eliminare il balzello per le maggiori somme che risultano richieste in caso di contestazioni su disconoscimento della scomputabilità e deducibilità di componenti negativi di imposta. Inoltre, nel restyling, si dovrà ripensare al trattamento sanzionatorio che attualmente è applicato in materia.

Riscossione. Nella risoluzione la necessità di un'applicazione meno rigida e miope dei meccanismi di riscossione si dovrà trasformare per il governo in interventi di modifica che consentano tra l'altro di ampliare il numero massimo di rate in cui può essere ripartito il debito tributario. Un altro punto che un futuro ripensamento dovrà toccare è l'estensione della soglia di un quinto di pignorabilità per i beni utilizzati per l'esercizio dell'attività imprenditoriale e professionale a condizione di un piano di rateizzazione dei debiti. Inoltre si richiede di poter sospendere fino a sei mesi il pagamento delle rate di frazionamento del debito tributario in caso di grave difficoltà economica. Infine a sostegno dei comuni arriva la richiesta di formalizzare la proroga per il passaggio della riscossione dei comuni da Equitalia agli enti locali il prossimo 30 giugno.

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