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Furbetti morosi della bolletta in salvo

del 21/05/2013
di: di Dario Ferrara
Furbetti morosi della bolletta in salvo
Salvi tutti. Tirano un respiro di sollievo, almeno per ora, i morosi furbetti che non hanno pagato le bollette della luce al vecchio fornitore prima di passare alla nuova compagnia, con la prima che ormai non può più vendicarsi staccando l'elettricità. Deve scomparire dalla fattura, almeno per ora, la voce «C-Mor» voluta dall'Authority del settore per mettere fine al «turismo energetico» con la quale si impone al nuovo fornitore l'obbligo di richiedere al nuovo cliente anche il pagamento delle somme dovute al precedente gestore. Con la delibera che introduce il sistema indennitario (Sind) per l'autorità per l'energia elettrica è andata oltre i suoi poteri. È quanto emerge dalla sentenza 683/13, pubblicata dalla terza sezione del Tar Lombardia.

Autonomia contrattuale. Accolto il ricorso di uno dei big nazionali dell'energia, chiamato a riscuotere gli arretrati per conto dell'ex monopolista. Esiste da tempo il fenomeno dei «morosi elettrici», che confidavano sul fatto che il precedente operatore non disponesse più di strumenti efficaci per tutelare il proprio credito. Ecco allora il via al sistema indennitario ora bocciato dai giudici amministrativi. Deve escludersi, secondo il Tar Lombardia, che possa essere legittima la delibera adottata dall'Aeeg per punire i professionisti dello switching. Non si tratta, in questo caso, di un intervento legittimato dalla necessità di ristabilire un contraddittorio paritario mediante atti sostitutivi di un'attività negoziale privata inesistente. Si tratta invece di una disciplina posta tutta dal lato dell'offerta di servizi e per il Tar bisogno rigettare una linea interpretativa che ritenga di poter trasformare senza limiti l'enunciazione di scopi in «poteri nuovi e innominati» dell'autorità di regolazione che incidono sull'autonomia contrattuale. E in effetti con il Sind il nuovo venditore di energia elettrica scelto dall'utente addebitava nella sua bolletta anche i crediti del precedente fornitore sotto la dicitura «C-Mor», senza indicare al cliente chi e perché vantasse il credito.

Trasparenza a rischio. Le associazioni dei consumatori, fra l'altro, avevano già manifestato forti riserve su come fosse congegnata questa procedura partita lo scorso anno, a partire dalla difficoltà da parte dell'utente di attivare e seguire la complessa procedura di reclamo prevista sotto la minaccia di un distacco della fornitura. Altri aspetti critici sono «l'assenza di una informazione tempestiva e i rischi del cliente impossibilitato a far valere i propri diritti in sede di reclamo nel caso di attivazione abusive, oltre che sulle modalità di annullamento e sospensione delle richieste di indennizzo». L'autorità ricorre al Consiglio di stato.

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