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Modello 730 costretto alla proroga

del 21/05/2013
di: di Cristina Bartelli
Modello 730 costretto alla proroga
Proroga della presentazione del modello 730 per i centri di assistenza fiscale (Caf) al 15 luglio. La richiesta che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, troverà accoglimento presso il ministero dell'economia, e di conseguenza presso l'Agenzia delle entrate, è diretta conseguenza del caos Imu che sta montando negli uffici dei professionisti che assistono i contribuenti. Caos che arriva nel pieno della stagione dichiarativa. Non ci sono, infatti, solo i casi di chi, per troppo zelo e fedeltà fiscale, ha già pagato l'Imu prima casa portandola in compensazione nel modello 730 e dopo il varo del decreto legge, che potrebbe essere licenziato per la Gazzetta Ufficiale oggi, si trova a dover rifare conti e modello 730. Ci sono infatti almeno altri snodi rilevanti che infuocano la stagione dichiarativa entrata ormai nel pieno.

I Caf, infatti, evidenziano che è pronta a esplodere, come successe lo scorso anno peraltro, la bomba relativa sia agli anziani presenti nelle case di riposo sia ai proprietari di case all'estero. Il problema potrà essere scongiurato solo se ci sarà chiarezza che per l'acconto Imu di giugno si devono applicare le delibere 2012.

Un emendamento, approvato al decreto pagamenti, potrebbe essere d'aiuto perché riconosce, per i calcoli dell'acconto Imu 2013, la possibilità di versare sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei 12 mesi dell'anno precedente e non sulle nuove delibere. «Noi come Assosoftware e Consulta dei Caf», dichiara a ItaliaOggi Roberto Bellini, direttore generale di Assosoftware, «riteniamo di poterci già avvalere della regola contenuta nel nuovo emendamento che ancora non è divenuto legge definitivamente approvata». Per quanto riguarda poi il dl Imu, «il decreto pone dubbio per tutte le casistiche assimilabili alla abitazione principale e per questo si attenderà un chiarimento ufficiale», riflette Bellini. «Se così non fosse, o se non ci fosse chiarezza sul punto», spiega il presidente della consulta dei Caf Valeriano Canepari, «si presenterebbe lo stesso problema dell'anno scorso per cui in prima battuta gli anziani residenti in casa di riposo non erano considerati proprietari di prima abitazione e quindi tenuti al pagamento dell'acconto come seconda casa». Erano state, infatti, le delibere 2012 dei comuni a sanare l'inghippo prevedendo l'equiparazione prima casa. E attualmente, ricorda Canepari, sono soltanto 1.463 su 8.000 i comuni che hanno provveduto a fissare con delibera le nuove aliquote Imu 2013 e le eventuali equiparazioni. Un problema simile è quello dei proprietari di case dei residenti all'estero. Sul punto, proprio ieri, il deputato di scelta civica Aldo Di Biagio ha evidenziato che «il decreto varato venerdì dal consiglio dei ministri non rappresenta la soluzione per tutti i mali, ma una buona base da cui partire per apportare adeguati correttivi per le categorie non direttamente coinvolte come le abitazioni degli italiani residenti all'estero e quelle di proprietà dei cittadini residenti in case di cura». Per Di Biagio: «L'abitazione posseduta dai residenti all'estero, è considerata dalla legge una prima casa, ma si è preferito riconoscere l'agevolazione come prima casa a intermittenza, a seconda delle esigenze del comune di riferimento, e possiamo facilmente immaginare come questi si siano regolati». Ecco perché per i centri di assistenza fiscale sarebbe opportuno avere un quadro certo sul punto delibere da utilizzare come base di calcolo per l'acconto Imu 2013 per tutti quelli che sono chiamati alla cassa il 16 giugno. Un altro problema, all'indomani dell'approvazione dell'Imu, da parte del consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi del 18/5/2013) riguarda tutti quelli che al 16 giugno dovranno versare l'acconto. Non si conoscono ancora i codici tributo con cui compilare le deleghe di pagamento. E anche se è prevista a giorni, da parte dell'Agenzia delle entrate, la diramazione del documento di prassi amministrativa sul punto ci vorrà poi del tempo tecnico per banche e poste che dovranno aggiornare i propri software e accettare i modelli, rallentando di fatto le procedure di pagamento. Per il modello 730 questa sarebbe la seconda proroga. Con un primo intervento, infatti il ministero dell'economia, lo scorso 26 aprile è intervenuto per concedere più tempo alla procedura legata alla consegna e trasmissione del modello 730 da parte dei sostituti di imposta che prestano assistenza fiscali ai propri dipendenti. Il decreto ministeriale firmato il 26 aprile 2013 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 29 aprile 2013 n. 99, ha spostato in avanti il termine inizialmente previsto del 30 aprile che è stato portato al 16 maggio. Come logica conseguenza anche i sostituti d'imposta avranno a loro volta un più ampio termine, fino al 14 giugno 2013 anziché entro l'originario 31 maggio, per consegnare ai contribuenti la dichiarazione dei redditi dagli stessi elaborata.

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