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Le slot machine lontane da giovani, vecchi, malati

del 18/05/2013
di: Marilisa Bombi
Le slot machine lontane da giovani, vecchi, malati
Sono legittimi i regolamenti comunali che vietano l'installazione di apparecchi con vincita in denaro nelle zone adiacenti a luoghi di aggregazione frequentati, se non esclusivamente, almeno prevalentemente dalle fasce deboli e influenzabili della popolazione, quali giovani, anziani e persone svantaggiate o malate. Insomma, tutti coloro i quali sono potenzialmente non in grado, per immaturità, solitudine, condizioni personali e/o sociali in genere, di gestire prudentemente e con temperanza l'accesso a tale pericolosa ed insidiosa forma di intrattenimento. Lo ha chiarito il Tar di Trento decidendo, con le sentenze 63 e 64 depositate lo scorso 21 febbraio, su due ricorsi presentati avverso altrettante delibere comunali che, in attuazione della legge della Provincia di Trento, avevano fissato una distanza minima dai luoghi cosiddetti sensibili, per l'installazione degli apparecchi in bar, ristoranti o sale giochi. Secondo il Tar, che ha fatto riferimento anche alla recente disciplina contenuta nel cosiddetto decreto Balduzzi (decreto legge 158/2012 conversione legge 189/2012), con la quale la ludopatia è stata riconosciuta ufficialmente nei livelli essenziali di assistenza (l.e.a.), non può essere trascurato il fatto che lo stato si sta orientando «non tanto verso l'enfatizzazione del disvalore morale del gioco d'azzardo» ma piuttosto incentivando la maggiore diffusione possibile del gioco controllato dallo stesso ritenendo, in tal modo, che la ludopatia riguarda solo il gioco illecito. «Se si dovesse condividere tale singolare sillogismo, infatti, ha precisato il Collegio, si potrebbe anche sostenere, con uguale ratio, che le dipendenze da alcol o da fumo colpiscono solo i consumatori di alcolici o di sigarette acquistati di contrabbando». Ed è per questo motivo che la Corte costituzionale con la sentenza 300/2011 ha ritenuto che, accanto a un'indiscutibile strategia di «controllo» sulle attività e sull'esercizio dei giochi, riservata allo stato, è contestualmente necessaria anche una strategia di «contenimento mirato» della diffusione di tali giochi e che, per queste ultime finalità, la disciplina nazionale non è né sufficiente né competente in via esclusiva.

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